Italia fiera di essere la patria di Leonardo e non ricettacolo di migranti rifiutati

Politica

I migranti di chi sono legittimi figli? Non si sa. La loro volontà di andare in un paese europeo cozza con le politiche d’accoglienza del territorio prescelto e se presumibilmente sono sbarcati in Italia, qui vengono riportati. Il modo è ciò di meno trasparente che esista e la notte e il giorno festivo oscurano i comportamenti praticamente illegali. E di nascosto, alla chetichella la Francia, l’Austria, la Svizzera respingono gli immigrati parandosi, se scoperti gli accompagnatori, con leggi superate. Ma l’Italia non è un campo profughi o un pozzo senza fondo, anche se l’isolamento in Europa autorizza azioni illegittime. La doppia faccia di Macron testimonia disprezzo e inciviltà e il suo tramonto come statista è sotto gli occhi di tutti. Ma la sua doppiezza e il suo nazionalismo da privilegiato esigono che le opere di Leonardo, nell’anniversario dei 500 anni, vengano esposte al Louvre come da accordi con l’ex ministro Franceschini. Per dire che l’Italia è sempre di serie B o C o ancora meno e si può trattare come tale, ma Leonardo che muore a Parigi e lascia la sua opera più significativa, la Gioconsda, diventa immediatamente la luce di una grandeur tutta da dimostrare. “Leonardo è italiano – è la posizione della sottosegretaria Lucia Borgonzoni, della Lega – in Francia ci è solo morto. Lui non è Leonardò ma Leonardo e dare al Louvre tutti quei quadri significa mettere l’Italia ai margini di un grande evento culturale, anche perché pure i Lincei stanno preparando una loro mostra per agosto – spiega la sottosegretaria al Corriere della Sera -. Bisogna rimettere tutto in discussione”, e così l’accordo già trovato tra le autorità francesi e l’ex ministro della Cultura Dario Franceschini potrebbe saltare. Una prova dì orgoglio e di appartenenza: l’Italia non può diventare ricettacolo di migranti impauriti, ma è la patria dell’arte ed è fiera di avere espresso il genio di Leonardo.

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