Macron il radical chic francese, scarica i migranti al confine italiano

Politica

Signor Presidente, mi adeguo al suo volere per interpellarla, ma Macron nel linguaggio italiano somiglia tanto a maccherone. E un po’ viene da sorridere ricordando la sua presa dell’Eliseo pettinato come Alain Delon, il sorriso smagliante, la consapevolezza di essere uno snob che sa vincere, anche con i voti popolari. Oggi tutto il mondo del lavoro è pentito di averla eletto, forse per quella riforma contestata da mesi in tutte le piazze. So che guarda dall’alto la marea di gente che fatica, che sa dire tutto e il contrario di tutto sui migranti, è chiaro a tutti che il suo sogno di diventare indispensabile in Europa è fallito miseramente. E poi tre ministri si sono dimessi, anche quello dell’Interno così amico di Brigitte. Adesso in casa non può neppure fare una sana bisticciata: Brigitte si è allontanata rifugiandosi nella sua villa e portando con sé i calzoni di chi comanda. Era stufa di combattere fino a far trenare i muri dell’Eliseo per il mistero della sua età e per quella storiaccia latente con Benella che pone dubbi mai chiariti. Ma soprattutto per una politica interna ed estera fallimentare. Noi italiani abbiamo ascoltato le sue capriole parlando di migranti, ma proprio non ci ha convinto. L’ultimo fatto riguarda quei due disperati, probabilmente clandestini che i suoi gendarmi hanno abbandonato come cani randagi in una zona di bosco già di alcune centinaia di metri in territorio italiano, vicino al tunnel di Cesana. Peccato che ci fosse la Digos a filmare il fatto gravissimo. E non è la prima volta. Scrive Il Giornale “La documentazione raccolta dalla Digos è stata inviata alla procura di Torino per definire il titolo di reato che è stato commesso. La stessa procura aveva già aperto un fascicolo per lo sconfinamento degli agenti della dogana francese alla stazione di Bardonecchia, nel marzo scorso.” E adesso in pubblico che cosa dirà?

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