Parla Giovanni Ravenna, bastonato e rapinato senza pietà nel giorno di Pasqua

Milano

Milano 14 Giugno – Maledetta strada! La violenza insensata per pochi euro, la scelta delle vittime, anziani fragili e indifesi, un mese che si apre alla primavera, aprile. In via Valtorta, una traversa di viale Monza, alla luce del sole. Due rapine ad opera presumibilmente dallo stesso romeno, Chestor Caldararudi 28 anni. Rapine preparate, fatte con la stessa metodica, la stessa furbizia, lo stesso cinismo. Parlare di insicurezza diffusa non è una percezione, ma un dato di fatto che preoccupa per la sfacciataggine del gesto, per l’impudenza, per la vigliaccheria.

Giovanni Ravenna è uno dei due anziani aggrediti. “Era il giorno di Pasqua. Tornavo a casa dopo aver assistito alla Messa in Duomo. Mi appoggiavo ad un bastone da passeggio per una discopatia, regalo dell’età. Ero sereno: mia figlia mi aspettava a casa e sarebbe stato un giorno di pace. Non mi ero accorto delle intenzioni di quell’uomo in bicicletta nella strada praticamente deserta alle 2 del pomeriggio. Mi ha chiesto l’ora, poi una sigaretta, ma sembrava tranquillo. Poi in pochi secondi mentre stavo aprendo il secondo portone di casa, sono stato aggredito alle spalle con il mio bastone da passeggio.  Mi ha bastonato con sadismo, sulla faccia, più volte. Sono caduto a terra con il viso pieno di sangue”.

Giovanni Ravenna ha il viso bonario e sorridente del nonno della porta accanto. Ama le persone, l’amicizia, le passeggiate e la musica classica e operistica. Ama quel suo tempo rallentato e gode delle piccole cose. Un nonno di 85 anni con una vita avventurosa alle spalle, qualche affare andato male durante gli anni in Canada e negli anni 80 il ritorno a Milano per ricominciare da capo. Un combattente, fiero di avere sempre risolto da solo le difficoltà, ma con una moglie che capiva, che aiutava “Dopo l’aggressione – spiega – all’ospedale mi hanno messo i punti per ricucire il labbro e una placca di titanio sulla mascella fratturata. Ora sto abbastanza bene fisicamente, ma quel tarlo in testa non passa e la paura ritorna. Non mi era mai capitato di essere rapinato e aggredito. E poi per 50 euro, un orologio di metallo e la tessera ATM”

Giovanni Ravenna ha un sogno “Vorrei scrivere un libro per raccontare la mia vita, la determinazione dopo le sconfitte e l’ingiustizia di una pensione di 630 euro”

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