Mario Giordano: “Dal contratto gialloverde spariti ‘i temi etici e la difesa della famiglia”

Politica

Milano 19 Maggio – Ma il nuovo governo gialloverde, se mai nascerà, cosa dirà sui bimbi con due mamme? E sull’utero in affitto? E sulle adozioni gay? E sull’eutanasia? Se ci fosse un caso Charlie o Alfie in Italia, il ministro della Salute interverrà oppure no? Se ci saranno altri Dj Fabo, l’esecutivo difenderà la legge sul suicidio assistito? O farà un altro passo avanti decisivo verso l’eliminazione dei più deboli? E le politiche sociali terranno finalmente conto dei diritti delle famiglie, quelle che maschio e femmina Iddio li cred? Oppure si continuerà a strizzare l’occhio, come dei cincirinnà qualsiasi, al mondo lesbo gay? Nelle scuole dilagherà ancora, indisturbata, la teoria del gender? O si potrà tornare a leggere Paolo e Francesca senza essere considerati dei sovversivi? Cenerentola sarà ancora messa al bando dagli asili? O continueremo a sentir raccontare la meravigliosa storia d’amore di Giulietto e Romeo. Non potranno essere smantellate leggi considerate conquiste dalla sinistra. Però in compenso non continuerà la deriva lgbt a suon di strappi alla Cirinnà? Se cercate la risposta nelle 40 pagine del contratto di programma su cui Matteo Salvini e Luigi Di Maio sembrano aver trovato l’accordo, ebbene, state perdendo tempo. Li si parla di soldi (ed è sacrosanto), di tasse e pensioni (ed è sacrosanto), di acqua pubblica, ambiente, Ilva, immigrazione, infrastrutture, telecomunicazioni, società e impianti sportivi, sicurezza stradale, campi nomadi, cyber security, lotta alla corruzione, tutela degli animali, rapporti con la Russia, musei e siti archeologici, green economy, rifiuti zero, agricoltura, turismo e tanto altro ancora. Ed è tutto sacrosanto, si capisce. Importante, fondamentale. Ma i temi etici? Non sono anch’essi altrettanto importanti e fondamentali? Invece nulla: su quello nemmeno una virgola. Nemmeno per sbaglio. L’unico accenno alla famiglia è al punto 17, pagina 21. Il capitoletto, intitolato proprio «Politiche per la famiglia» consta di appena 17 righe. Diciassette righe su 40 pagine. In esso, per altro, non si fa accenno a nessuno dei temi che abbiamo appena citato. E che sono stati, per altro, centrali nel dibattito del Paese di questi ultimi tempi. Si dice soltanto che «è necessario rifinanziare gli enti locali» perché possano aiutare famiglie, anziani, donne, etc ad uscire dalla crisi economica. Si parla genericamente di «politiche efficaci per la famiglia» e più specificatamente dell’»innalzamento dell’indennità di maternità» e di sgravi contributivi per le aziende che mantengono al lavoro le madri dopo la nascita dei figli. Infine un accenno a possibili agevolazioni per babysitter e asili nido e un riferimento all’assistenza domiciliare degli anziani, da sviluppare anche incentivando colfe badanti. Stop. Tutto bello, tutto giusto. Ma gli unici valori presi in considerazione dal documento, come risulta evidente, sono quelli economici. E tutti gli altri? E i valori che per una parte importante di italiani non sono commerciabili e neppure negoziabili? Quelli che non hanno prezzo? E il rispetto della vita? E la difesa della famiglia tradizionale? E la difesa dei bambini dalla confusione pansessuale? Neppure una parola. E si capisce anche il motivo: 5 stelle e Lega si trovano, sull’argomento, agli antipodi. Sono assai più distanti sui temi etici che sui temi economici o su quelli dell’immigrazione (dove pure le differenze non sono poche). Per capirlo basta guardare quello che sta succedendo in queste ore a Milano dove il sindaco Beppe Sala si è messo a inseguire le colleghe grilline di Roma e Torino e ha appena permesso di iscrivere all’anagrafe un bimbo con due mamme. I 5 stelle, ovviamente, applaudono felici. La Lega insorge inferocita. La sintesi quale può essere, se non il silenzio? La sparizione dei temi etici dal contratto di governo fra Di Maio e Salvini, dunque, è inevitabile: in effetti, o spariscono i temi etici o sparisce il contratto di governo. Tertium non datur. Ma siccome per noi è più importante difendere la vita di un bambino che la vita di un esecutivo non possiamo fare a meno di porci la domanda essenziale: questo è un bene o un male? Da un certo punto di vista è un bene: almeno siamo sicuri che tra gli obiettivi della nuova maggioranza non ci sono nuove cincirinnà, passi avanti verso le adozioni gay, assalti ai valori travestiti da finto progresso civile, come è stato nella passata legislatura. Da un altro punto di vista, però, è un male: abbiamo la certezza a che non saranno fatti neppure passi indietro. Le cosiddette «conquiste» non potranno essere smantellate. E gli argini verso le derive lgbt di tribunali e amministratori locali saranno sempre deboli. Facili da travolgere. Dunque non resta che tenere alta la guardia: se il governo gialloverde nascerà dovrà essere tenuto sotto controllo attentamente. Non solo per vedere come realizza quello che ha scritto. Ma anche, e soprattutto, per vedere come realizza quello che non ha scritto.

Mario Giordano (La Verità)

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