“Qui si fa la Storia”: Di Maio novello Cavour, Mazzini, Einaudi?

Politica

Milano 15 Maggio – Che faccia la Storia Di Maio mi preoccupa un po’. Anzi mi spaventa. Ma il personaggio non ha il senso della misura, ha una proiezione politica che non va al di là del suo naso, con una strategia che vede solo la sua ambizione. Ma l’enfasi, la presunzione del neofita che si sente furbescamente onnipotente e praticamente la reincarnazione di Mazzini, Cavour e Einaudi messi insieme, mi fa pensare che siamo ridotti male in Italia.

Qualche giorno in più per definire, per concordare, per risolvere…mica si fa la Storia in poche ore, con un programma che prevede sogni e illusioni, con un alleato che non è malleabile e, pensa un po’, ritiene di portare avanti anche le sue idee. Ma entrare nella Storia val bene concedere qualcosa, anche tutto, salvo il reddito di cittadinanza per non rischiare qualche sputo in faccia.

Ma il dialogo non è così tranquillo come vuol far sembrare Di Maio e Salvini pragmaticamente ci restituisce un quadro combattuto e a volte lontano ““Dobbiamo chiudere un contratto di governo, mica è un contratto di locazione…Stiamo facendo uno sforzo enorme – prosegue Salvini – perché se dovessimo ragionare per convenienza politica non saremmo qua da tempo, se dovessimo dar retta ai sondaggi saremmo i primi a dire chi ce lo fa fare di trovare una quadra, lasciamo tutto nelle mani di Mattarella con l’ipotesi di andare al voto il prima possibile…Sono in questa veste non solo di segretario della Lega – ha precisato Salvini – una mia precondizione perché il governo partisse era che non si rompesse l’alleanza di centrodestra. E quindi ringrazio sia il presidente Berlusconi che il presidente Meloni per la possibilità di tentare di dar vita a questo governo senza spaccare la coalizione con cui abbiamo preso 12 milioni di voti e a cui continuo a far riferimento.. gli accordi un tanto al chilo non fanno per me“. Ad evidenziare che la Lega non intende andare al governo per ambizione personale, ma per fare. Ed è una speranza.

3 thoughts on ““Qui si fa la Storia”: Di Maio novello Cavour, Mazzini, Einaudi?

  1. Sarebbe necessario comunicare o informare lo sprovveduto Di Maio che la storia del nostro paese parte dai moti rivoluzionari del 1848 ed è in atto dal 1861 dopo l’esito della seconda guerra di indipendenza e dopo i plebisciti nei diversi territori conquistati o annessi con la prima convocazione del parlamento i del 18-02-1861 e la successiva proclamazione del 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II di Savoia divenne il primo re d’Italia. Nel mezzo di tutti questi anni è esistito anche un certo Garibaldi.
    Lo sprovveduto Di Maio, forse, si è montato un poco, poco, poco la testa? Per fortuna la storia d’Italia non la devono fare ne lui e nemmeno i 5 stelle, è già fatta, malgrado negli anni i chiaro/scuri non siano mancati.
    Pensa che disastro e che paura fare la storia del nostro paese in mano a parvenu di questo basso livello.
    Giusto per farmi capire meglio al Di Maio e soci non darei da amministrare nemmeno il condominio ove risiedo.

  2. Ma che storia e storia!!!!!!!
    Di Maio appare, e questa immagine lo evidenzia molto chiaramente, come un pupo che fa i capricci con le manine alzate perché la sua mamma gli ha negato le caramelle!
    Ma davvero gli italiani hanno anche solo potuto immaginare che questo “attrezzo” con tutta la sua banda bassotti al seguito capitanata dal grande giullare e dall’oscuro e confuso Casaleggio potesse veramente prendere in mano le sorti di questo povero Paese? Se così veramente fosse non ci resta che renderci conto di quanto siamo veramente caduti in basso.
    A questo punto, per quel poco che riesco ancora a capire di questo colossale casino , mi auguro vivamente che Salvini si renda conto del pantano in cui sta cacciando noi cittadini e torni sui suoi passi.

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