Sala non riesce a non pugnalare gli amici a terra

Milano

Con Renzi si è sentito tre volte in sei mesi. La Moratti non sa nemmeno chi sia. I collaboratori di Expo forse li saluta al bar. Forse. Sala è l’uomo di cui non conviene mai essere amico. Perché si ricorderà di te se ha bisogno di qualcosa e se ne dimenticherà appena ad avere bisogno sarai tu. Il potere per il potere, il disprezzo per chi non ce l’ha, l’ammirazione quasi servile per chi dà le carte. Tutto concentrato in una agghiacciante intervista a Repubblica dove dà, velatamente, del cretino a Di Maio ed ai suoi amici di “nessuno è clandestino”, attribuisce male ed a caso citazioni (“Penso sia una fiction leghista dire “manderemo indietro 600mila persone”” peccato fossero parole di Berlusconi) e si vede come un salvatore della Patria. Ora, numeri alla mano, ha ancora ragione lui: il centrodestra a trazione Leghista, forcaiola e di pancia Milano non la conquisterà mai. L’ha persa con la svolta movimentista della Moratti e da allora persino schierando un moderato come Parisi non è più riuscita a convincere la parte centrale della bontà della propria proposta. Ma da qui a dire che l’Unità della sinistra sia un successo, Sala dovrebbe passare che ne passa di acqua sotto i ponti.

Ma quello che davvero è insopportabile è l’aria del filosofo Stoico sofferente per l’insopportabile peso della responsabilità. Stiamo parlando dell’uomo che, con un tratto di penna, ha scaricato il peso di una gestione allegra delle case popolari sugli inquilini, accettando le spese non proprio morigerate delle amministrazioni precedenti. Stiamo sempre parlando del responsabile dei conti di Expo, quello sotto inchiesta perché quando si prendeva la responsabilità lui, i cittadini piangevano. Però a Beppe pesa, pesa da morire fare il Sindaco. I tre giorni al mese che lo fa, perché per il resto è un continuo peregrinare di missione internazionale in missione internazionale. L’Henry Kissinger di Palazzo Marino ha però il tempo per rifiutare di prendere la tessera del PD. E fa bene, sia chiaro. Non saltabecchi con successo ovunque ci sia erba fresca da brucare se ti fai legare una cavezza al collo. Un’ultima nota di colore, la flat tax è una cosa brutta. La grande conquista di sinistra è di derubare chi ha successo e tutto questo è bellissimo. Se lo segnino gli amici del centro: ogni loro voto è una pugnalata al proprio portafoglio, un furto ai danni dei loro figli ed un giorno in più lavorato interamente per lo Stato. Saremo anche brutti, sporchi e cattivi, ruspanti e di periferia, ma noi crediamo sinceramente che il frutto del loro lavoro debba essere solo loro. Sala, invece, è convinto che sia suo. Questa è la differenza inossidabile. Con buona pace di Beppe e di quello che resta della sinistra al caviale Meneghina.

2 thoughts on “Sala non riesce a non pugnalare gli amici a terra

  1. Mi sembra che in ambito politico il tradimento sia un’abitudine. Certo è che in F.I. e nel PD vi sono seri professionisti nella materia e non voglio fare elenchi per non dover scrivere a lungo.

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