Tutte le balle sinistre sulla Flat Tax

Politica

Immaginate se domani la dichiarazione dei redditi fosse lunga una sola pagina. Ecco, questo incubo perseguita la sinistra. Che adora, a tutta evidenza, il principio di fondo del sistema attuale. Ovvero settemila scaglioni, con dodici triliardi di deduzioni, detrazioni ed esenzioni. Una jungla in cui si cerca di ottenere l’impossibile: una quota per ciascuno dei contribuenti Italiani, che lo renda uguale a tutti gli altri, ma del tutto speciale, in maniera che non possa mai essere del tutto sicuro che la sua situazione non si muterà in un inferno se sbaglia a votare. Da qui nascono alcune balle, che vanno smentite subito, per rendere di nuovo potabile il dibattito:

  1. La Flat Tax non è progressiva. Ovvero i poveri pagano quanto i ricchi. Ammettiamo che un povero guadagni 10 mila euro all’anno. Un lavoratore del ceto medio ne guadagni 30 mila. Ed un ricco ne prenda 100 mila. Assumiamo una flat tax al 20% con no tax area di 12 mila euro, qualcosa di simile a quanto proposto finora. Il primo ieri non pagava nulla, oggi non paga nulla, domani non pagherà nulla. Il secondo pagherà 3.600 euro. Il terzo 17.600 euro. Vi pare che sia lo stesso? Tra l’altro il rapporto tra lavoratore e ricco è di cinque ad uno nelle tasse e di tre ad uno nei redditi. Quindi la proporzionalità c’è ancora. Ed il sacro feticcio della Costituzione non viene toccato.

  2. Non ci sono le coperture. Questa è una chicca. Dunque, per fare questa affermazione, cugina e parente dei conti sulle storie dell’orrore delle decine di miliardi di “costo” dell’operazione, si basa sull’assunto che, modificata la tassa, il resto rimanga identico. Il che è un assurdo in termini, nessuna tassa è neutra sui comportamenti aziendali. Quindi calcolare le cose ceteribus paribus è ridicolo. Ma aspettate, questi calcoli si basano sui famigerati numeri dell’evasione fiscale. Una roba da astrologi che dovrebbe comportare il bando accademico per chiunque vi si riferisca, ne faccia uso o, peggio ancora, li produca. È la simulazione di una simulazione. Una convenzione assurda, che prevede di sapere quanto dovrebbe pagare un intero sistema fatto di eccezioni che confermano non la regola, ma l’assenza ontologica della stessa. Follia allo stato puro. Quello che sappiamo di certo è che, ovunque sia stata applicata, la flat tax ha portato ad un liberarsi di energie. E queste non sono quantificabili a priori, ma cambiano la storia a posteriori.

  3. Ultima fresca di giornata: Renzi sostiene che trasferisca la ricchezza dai poveri ai ricchi. Spettacolare. I poveri non pagavano ieri, non pagano oggi e non pagheranno domani. Quello che vuol dire il cantastorie di Rignano è che domani chi produce potrebbe essere derubato sensibilmente meno per finanziare chi non produce. Ora, è una questione di civiltà: posiamo essere felici di questo oppure possiamo essere di sinistra. Non ci sono terze alternative. E voi, siete felici che sarete derubati di meno?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.