Referendum: come votano le periferie italiane avrà una forte valenza politica. A prescindere…

Economia e Politica

Milano 4 Dicembre – Oggi si vota per il Referendum e, ovviamente, non si può e non si deve fare propaganda politica. Ma il voto di oggi andrà esaminato attentamente, considerando una geografia del voto che sarà indicativa degli umori e dei sentimenti degli italiani. Perché che tizio o caio per convenienza politica o personale abbiano apertamente dichiarato le proprie intenzioni, dimostra solo la loro capacità trasformista di compromesso e di millantato credito nei confronti degli elettori. E citare Prodi, Benigni, Cuperlo non è casuale. Ma, dopo, vorrei capire come hanno votato le periferie italiane, là dove il disagio e l’abbandono sono percepiti come una colpa del governo, nonostante le promesse dell’ultima ora. Nelle periferie si ragiona con la pancia e con quella sensazione diffusa di ingiustizia che vengono giudicate irrazionali da chi mangia cultura a pranzo o a cena? Pazienza… l’uomo qualunque rischia di votare perché l’arroganza di Renzi irrita? Perché Renzi oggi rappresenta il potere? L’uomo qualunque, l’uomo che si sente emarginato ha le sue ragioni che rappresentano le conseguenze di una strategia politica voluta e perseguita da chi governa. Ecco perché la volontà delle periferie italiane avrà una valenza su cui riflettere, a prescindere dal risultato.

Si spera soltanto che il risultato sia inequivocabile per il numero dei votanti ed esprima chiaramente la volontà della maggioranza degli italiani.

Olga Molinari

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