Scompare Claudio De Albertis, costruttore illuminato e Presidente della più grande Triennale di sempre

Fabrizio c'è Milano
Milano 3 Dicembre – Ieri sera è mancato Claudio De Albertis, un grande uomo, un imprenditore illuminato, un vero liberale. Soprattutto un amico di sempre. È stato un punto di riferimento culturale, professionale e umano per me e molte persone della mia generazione.
De Albertis ha rafforzato la azienda di famiglia, la Borio Mangiarotti, attiva nelle riqualificazioni urbane e nella costruzione di parcheggi.
Ma è stato soprattutto un imprenditore illuminato e attento alla città e alla cultura, come quelli che fecero grande Milano agli inizi del Secolo. Ha coniugato la sua attività di costruttore con un trentennale impegno nella associazione dei costruttori,  ricoprendo a lungo la carica di Presidente Assimpredil e fino a ieri di Ance, l’Associazione dei costruttori di Confindustria. La sua vita però e stata caratterizzata dalla passione per la buona architettura, maturata nell’insegnamento al Politecnico, e nel suo ultimo amatissimo ruolo: Presidente della Fondazione Triennale. Qui Claudio ha mostrato un amore per l’arte, il design e l’architettura che unite a un grande senso del servire le istituzioni pubbliche, hanno reso la Triennale una eccellenza museale mondiale, ma anche uno dei fattori di successo di Expo.
Claudio De Albertis conosceva Milano come pochi e ne interpretrava il suo dinamismo positivo e innovatore. Mi piace ricordare le conversazioni con lui alla pasticceria Cucchi o nella sua Triennale. Volgeva sempre lo sguardo al futuro, era sempre attento a migliorare la nostra vita pubblica e la qualità urbana,  sempre pronto a suggerire  proposte di grande spessore sociale e politico.
Quando io e molti altri gli dicevamo che sarebbe potuto essere un grande Sindaco, non mostrava quel sottile disprezzo verso la politica tipico di molti cumenda, ma era orgoglioso che la sue capacità  venissero  immaginate anche al servizio della cosa pubblica
Claudio non è mai stato il  costruttore edile solo intento a lavorare e a far soldi. Oltre ai numerosi incarichi pubblici e privati, mi ha sempre stupito che trovasse il tempo per coltivare passioni,  per arte, cultura, ma anche urbanistica e marketing urbano, e riuscisse inoltre ad avere un bellissimo rapporto con i figli e la compagna.
Ho conosciuto Claudio De Albertis che era un giovane consigliere della zona Centro del Partito Liberale, e nel corso di quasi 40 anni posso testimoniare come non abbia mai cambiato la sua visione politica: un liberale autentico, animato da fiducia nella impresa privata e nella libertà creativa del mercato. Per questo ha sempre sostenuto ogni iniziativa che si impegnasse per quei valori. Proprio in quanto liberale non ha mai fatto mancare il suo contributo leale di idee e di civil servant  a  Istituzione e Governi di qualsiasi colore.
Ha seminato veramente tanto per Milano, saremo in tantissimi a portare il ricordo del suo sorriso solare e aperto, simbolo di una incrollabile voglia di vivere e di costruire, affermata con coraggio anche durante una lunga lotta contro il male.
Riposa in pace Claudio.
Fabrizio De Pasquale

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