Il Renzismo alla prova  dei ballottaggi

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Milano 19 Giugno – Sul piano economico-finanziario il giudizio dei mercati, neutri per definizione, è stato assolutamente impietoso per l’Italia, in questi giorni di passione targata Brexit. Sul fronte azionario le quotazioni sono state di gran lunga le più penalizzate rispetto alle maggiori piazze europee; mentre il famigerato spread ha ripreso a salire in modo preoccupante. Ciò segnala, a dispetto della martellante propaganda renziana, che gli investitori di ogni latitudine continuano a far scontare all’Italia dei miracoli in salsa fiorentina un alto rischio Paese.

Da questo punto di vista, adottando una espressione della narrazione renziana, siamo sì trainanti, ma lo siamo al ribasso, dato che nessuna seria riforma è stata fin qui realizzata per rendere sostenibile il sistema dal Governo in carica. Tutto questo, in estrema sintesi, si traduce in una stagnante condizione dell’economia e della relativa fiducia che frena i consumi e gli investimenti.

Ed è all’interno di questo fosco scenario che si inseriscono i temuti, per Renzi e i suoi uomini, ballottaggi di oggi. Una prova elettorale la quale, al di là del dato locale, rischia di trasformarsi in una sorta di giudizio popolare nei confronti dell’operato di chi governa il Paese da oltre due anni. Non a caso, temendo di essere pesantemente penalizzati dalla repentina discesa della popolarità del Premier, i candidati sostenuti dal Partito Democratico si sono smarcati in massa dall’abbraccio mortale di Matteo Renzi e dei suoi più stretti collaboratori, tra cui la incauta Maria Elena Boschi. Ma credo che oramai i giochi siano fatti e che l’eccesso di presenzialismo del Presidente del Consiglio abbia da tempo spostato i riflettori della politica nazionale, al pari di quello che accadrà con il referendum costituzionale di ottobre, sulla sua figura, facendo passare in secondo piano il dato amministrativo. E se per avventura, come sono sempre più portato a credere, il suo partito dovesse subire il 19 giugno una vera e propria Caporetto, si aprirebbe uno scenario molto ma molto inquietante per l’ex sindaco di Firenze. Staremo a vedere.

Claudio Romiti (L’Opinione)

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