Satira sinistra: votare Sala è come andare a trans

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Milano 19 Giugno – E’ la giunta che conta, ripete come un mantra il protagonista dell’ultimo video del Terzo Segreto di Satira. Vi devo confessare che sono uno dei gruppi di comici emergenti che mi piacciono di più. Sono di sinistra, ma hanno una comicità pungente molto intelligente. Io li ho conosciuti cinque anni fa, ai tempi del Favoloso Mondo di Pisapie. Ad oggi è ancora la miglior analisi elettorale della vittoria di Pisapia. Nel video tutti gli allarmi lanciati contro la vittoria degli Arancioni vengono parodiati, rendendoli ridicoli. Almeno finchè non si analizzano i risultati. Per esempio, si ironizza sui 4000 profughi sbarcati sui Navigli. Ignorando le migliaia sbarcati in Stazione Centrale in queste ultime due estati, ed i migliaia che arriveranno solo quest’anno. Si irride la Torre Velasca con le chiavi dati ai Centri Sociali. I quali, però, ci avevano creduto per davvero, segno che forse quell’allarme tanto infondato non era. E via di questo passo. Alla fine del video, il protagonista vota Pisapia e gli rubano l’auto. Profetici, semplicemente profetici. Noi allora urlammo troppo, ma loro si sono impegnati con tutte le loro forze a darci ragione. Nei giorni scorsi, in occasione del ballottaggio, è uscito il loro nuovo video. Ed è la giunta che conta.

Il protagonista, sempre lo stesso, stavolta non sa perché dovrebbe votare Sala. Per lui è un dovere pesante, come spostare la macchina alle tre di notte o imbarcare un trans in assenza di prostitute donne. Poi, però, lo psichiatra gli insegna quel mantra. Ed allora lui ritrova la motivazione, ed anche la serata col trans diventa meno pesante. Il video finisce con il suo immenso sollievo, scoprendo che non deve votare, in quanto ancora residente a Rozzano. Non so come finirà questo ballottaggio, però il video è molto, molto diverso da cinque anni fa. L’atmosfera è cupa. I colori sono in tinta di blu, l’ambiente è scuro. Lo humour è nero. (a proposito, che bello essere di sinistra. Puoi fare ironia sui trans senza nemmeno essere linciato. Che sogno…). Soprattutto, stavolta, alla fine il protagonista non vota. Un po’ si sente in colpa. È ossessionato dal voto, in realtà, ma non dover votar Sala, volete mettere? È una liberazione. Abbiamo esplorato tutte le motivazioni possibili, da destra, da centro e da centro sinistra, per non votare Sala. Ma nell’estrema sinistra, quella libera, che non dipende economicamente dai centri sociali, non ci eravamo mai addentrati. Per onestà intellettuale, quanto meno. Basilio Rizzo è persona rispettabile, ma appartiene ad un mondo molto lontano da noi. Terzo Segreto gli è assai più vicino e sta captando un malessere profondo. Magari voteranno. Ma non tutti, sempre controvoglia, malinconicamente. Se vince Sala si ubriacheranno. Per dimenticare. E se ne pentiranno. Negheranno di averlo fatto. Cercheranno giustificazioni assurde. Tipo “conta la giunta”. Il sindaco è un monarca, gli assessori fanno contorno. Appellarsi alla bontà delle patate, se la bistecca è dura è assurdo. Lo sanno. E molti domani faranno altro.

Poi, l’altra cosa che si sente, è la stanchezza. Di loro, come gruppo comico. Di loro, come militanti di sinistra. È stata una lunga rivoluzione. Lunga ed amara. Piena di rammarico. Piena di fallimenti. Piena di dolore. Ed ora conclusasi nel più amaro dei modi. Con un curatore fallimentare. Sala è un curatore fallimentare. E votarlo, ce lo dicono loro, è come andare a trans.

Qui il video, preso da Repubblica: http://video.repubblica.it/edizione/milano/elezioni-milano-il-ballottaggio-salaparisi-secondo-il-terzo-segreto-di-satira/243434/243478

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