Farfalle crocifisse, noi donne violentate

Approfondimenti Le storie di Nene

Milano 25 Novembre – Io una bambina farfalla con i colori della speranza. Accarezzavo i lividi con i petali dei fiori. Lentamente per non sentire il dolore, spiando il turgore delle impronte di una mano che amavo, nonostante tutto. Nel silenzio di una cantina antica, umida di muffa e di cose dimenticate. Con l’abbandono delle ore che non passavano mai, negli occhi la violenza ingiustificata di mia madre, il grido della condanna “Sei cattiva”. E mi chiedevo perché. Ma poi un senso di colpa indecifrabile e sconosciuto mi divorava i pensieri e credevo che sì, forse, aver rovesciato il calamaio dell’inchiostro o aver mangiato tutti i biscotti del vaso, erano colpe che meritavano punizioni e sangue. E promettevo di essere buona, nella prigione di un tempo che uccideva giochi e colori. Con la fragilità sulla pelle, negli occhi, nel cuore.

Le farfalle volavano alte, al di là della finestra, libere di sprigionare la fantasia dei sogni. E abbracciavano il cielo, i fiori, cullate dalla tenerezza di un  vento leggero.farfalla e sofferenza

Io una donna farfalla con i colori della paura. Nel silenzio che ripeteva i gesti e le parole dell’infanzia. In un gioco perverso che la vita si divertiva a ripercorrere, senza alcun rispetto umano, nella storia di un destino che dilaniava i giorni e la mia coscienza. Un burattino senza volontà, una nullità da usare per comodità, un’abitudine che uccideva desideri e sorrisi. E continuavo a chiedermi perché. Perché un uomo rispettato, un intellettuale, con un lavoro creativo, incidentalmente mio marito, potesse ferirmi nell’anima e nel corpo con l’arroganza dell’irrazionalità. E quel senso di inadeguatezza ritornava e sudavo ancora come allora la fragilità di una colpa indecifrabile e sconosciuta.

Al di là della finestra le mie farfalle non volavano più. E, nell’orrore di un sogno aberrante, stavano immobili, crocifisse senza pietà, nel cielo.

Ma oggi, io vecchia farfalla con i colori della solitudine, ho rivisto le farfalle giocare con l’arcobaleno. E finalmente sono libera.

(Le confessioni di Maria)

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