C’era il cadavere di una donna ai Navigli. Forse voleva comprare il tempo, ma non si può

Hanno trovato un cadavere nel porticciolo della Darsena, al Naviglio Grande. Era una donna e aveva 90 anni. Non si sa soprattutto la dinamica di una morte così drammatica: un atto volontario o una caduta accidentale? Pare avesse l’Alzheimer. Pare, secondo la cronaca, che il suicidio sia l’ipotesi più accreditata. Pare… ma comunque sia è […]

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Raggomitolare il tempo vissuto, per dare un colore al tempo di oggi

 “Alcune persone hanno nel cuore uno spicchio di sole”  (Kerouac). Attraversare la  vita a cercare e ancora cercare quello spicchio di sole per dare una ragione alle illusioni fallite, per dare un senso alle scelte sbagliate. E poi raggomitolare il tempo vissuto per dare un colore al tempo di oggi, per rivedere il mio lungo […]

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Cara Vecchia Milano, quando i gesti erano fiori di tenerezza

“Chiedi a Dio che rifaccia il tempo. Tornerà l’infanzia e giocheremo”. (Gerardo Diego)  – E torneranno i silenzi che sanno parlare d’amore, con i gesti lenti e abituali che profumavano di tenerezza, in una Milano sospesa tra la fatica e l’onestà, proiettata verso un sogno di rinascita e di grandezza. E torneremo bambini a giocare […]

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Ciao, mamma, ciao, portami a ballare in un sogno tutto per noi

Quella melodia in testa sbriciolava una vita quasi fosse un pezzo di pane raffermo schiacciato dal tempo. “Dai mamma dai, portami a ballare…” e spariranno le paure, uccideremo i mostri di un tempo convulso , voleremo insieme nei pensieri, le mani intrecciate, un solo cuore. Luca seduto accanto alla madre che pareva dormire, ricordava con […]

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Una storia milanese: Faccio bambole per sognare

Mani che raccontano una vita, che parlano concitate o sussurrate, mani che raccontano un presente creato per gli altri, un filo rosso continuo con una realtà immaginata, sognata. Sono piccole, ossute, indipendenti, ed è interessante osservare la mobilità, la celerità con cui lavorano, con la sicurezza dell’esperienza e della creatività innata. Seduta, uno scialle a […]

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Un mondo di nomi e soprannomi, allora. Io ero “El scartusin de bagul”(Il mozzicone di sigaretta)

Luciana racconta: “Ci si chiamava per nome, spesso con un soprannome venuto da lontano, senza un perché, a ricordare una parentela, oppure il carattere, o l’aspetto fisico, la professione. Era un mondo a misura d’uomo quando i rapporti esprimevano simpatia, vicinanza, condivisione. E chiamarsi per nome era già affetto, confidenza, amicizia. Si andava a far […]

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