L’Europa Illiberale di cui possiamo fare a meno

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Milano 22 Luglio – Abbiamo fermamente difeso l’Europa di Merkel e Schaeuble. E l’abbiamo fatto in nomi di ideali di libertà. La libertà che postula la responsabilità. Oggi, a seguito di un’assurda decisione della Corte dei Diritti Umani, prendiamo una posizione altrettanto forte contro. Oggi, infatti, cinque Giudici che dovrebbero far rispettare una convenzione assai discutibile, hanno deciso che, siccome 24 Paesi su 47 hanno riconosciuto il matrimonio gay, allora anche gli altri 23 devono sottomettersi. O qualche altre speciosa motivazione del genere, basata in ogni caso sul più grande degli equivoci: che i diritti sociali vengano prima delle libertà individuali. Confusi? Non è strano, sono cinquant’anni che  si fa melina su questi due concetti. Partiamo, quindi, facendo chiarezza. La libertà non ha bisogno di nessuno per esistere. Chiede solo di essere lasciata in pace. Per esempio, la libertà di culto non ha bisogno di autorizzazioni. Chiede solo di non essere ristretta, per esempio essendo forzati ad accettare unioni che la nostra Fede ritiene peccaminose. Tipo essere forzati a chiamare famiglia quella che per noi famiglia non è. Diritto invece è qualcosa che preveda che dall’altra parte ci sia un dovere. Per esempio, il diritto di sposarsi prevede l’obbligo per tutti di riconoscere i coniugi. Ed a questo si può essere costretti solo violando la libertà personale di cui sopra. Per cui, da liberali, non si può che essere contrari all’introduzione di un simile connubio. Vorrei sommessamente ricordarlo al presidente di GayLib che è dietro la causa che ha originato la causa in parola.

Ma il problema è più ampio. Posto che siamo uno Stato Democratico e Libero, per quale assurdo motivo ci sottomettiamo a questi tribunali ridicoli? Non parlo degli Organi dell’Unione  della Comunità Europee, che sono ben altro. Ma queste Corti di Giuristi tetri e senza radici, che applicano un diritto pattizio di dubbia utilità, cosa hanno a che spartire con noi? Anche perchè, sia chiaro, non è che se lo Stato Italiano decidesse di non pagare i 5000 euro a ricorrente succederebbe mica nulla. Al massimo ci cacciano da un pantano dove non avremmo nemmeno mettere piedi. Una palude di iniquità, copia scadente di altre Corti, con giudizi risibili basati sull’ombra del diritto. Un’ombra che in alcuni si può fare persino tetra. Ma che resta, in ogni caso, fumo negli occhi. Io spero che il Governo non faccia ricorso e si limiti a denunciare la Convenzione. Cosa che ovviamente non farà. La lobby Gay è troppo forte e radicata per sfidarla così apertamente. In ogni caso, queste decisioni, dalla Corte Suprema a queste Corti di campagna, di solito sono più nocive che altro alle cause in cui si immischiano. Perchè revocare la libertà per sentenza è persino più odioso che farlo con un qualche voto, democratico o presunto tale.

In definitiva, la sentenza è dannosa per tutti. Per i credenti, che vengono violati nella sfera di libertà più sacra, quella di dissenso. Per i Gay che vedono riconosciuto un falso diritto che, purtroppo, susciterà solo razioni scomposte. Per il Diritto, che appare sempre più strumento di rivendicazione che non sublime mezzo di regolazione della vita umana. Insomma, perdono tutti. Meno i Soloni che anche questo mese prenderanno uno stipendio, sottratto a spese più importanti. Tipo la Sagra della Porchetta di Ariccia.

 

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