Il miracolo del Pd Romano: vittima e carnefice allo stesso momento

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Milam 24 Giugno – Alcuni fatti noti, solo per capirci. 27 circoli Romani definiti “dannosi” dal commissario Barca, nominato dallo stesso Pd. Svariati arresti in Giunta ed in Consiglio Comunale a Roma. Buzzi che parla tranquillamente con la segretaria del Marziano Marino. Una città in ostaggio, con un numero di profughi, o presunti tali, e Rom spropositato rispetto al resto d’Italia. Un Sindaco solo e sordo a tutti, o forse non così sordo a certe voci che avrebbe dovuto ignorare. Questa è Roma, la Roma del Pd. Dicano quello che vogliono, ma Buzzi sotto Alemanno ha fatto tre anni di crisi e se ha commesso reati è stato per ricostruire un sottobosco che il Sindaco aveva bonificato. Con Marino il lavoro ha corso come una locomotiva. Di fronte a questo disastro ci sono due risposte nel Pd. Una decorosa, fatta di scuse, silenzio e rinnovamento in aria Renziana. Ed una spettacolare, fantasiosa e tremendamente drammatica in area Orfini-Marino. Della prima poco c’è da scrivere: si manda Barca, si sigillano i circoli ritenuti infetti, si bonifica dove si può e si aspetta il verdetto del prefetto. Certo, potremmo constatare che Marino andava fatto dimettere. Certo, il Governo poteva sottrarre completamente l’affaire Giubileo dalle mani del Chirurgo. Certo, è sempre Renzi, quello che parla e non fa. Tutto giusto e tutto vero. Ma almeno un minimo di realismo lo ha dimostrato. Orfini invece, ragazzi, è un fuori classe. E’ finito sotto “accompagno un passo prima della scorta”. Perchè lo minacciano. Cioè, capitemi è LUI la vittima ora. Mafia capitale è così distante dal Pd, che han paura stia prendendo la mira per sparargli. Vabbeh, le minacce sono degli anarchici, ma capite la potenza iconografica del gesto? Che poi, va riconosciuto ad Orfini il coraggio. Essere del Pd oggi e girare con due agenti a fianco richiede più fegato che affrontare gli anarchici, sapendo che potrebbero arrestarti in qualsiasi momento…

Marino non vuole e non può essere da meno, quindi si è lanciato anche lui nel rilancio di purezza. Il problema, dice, è che è tutta colpa dei fascisti. Da mandare nelle fogne. Con il vecchio Pd. Sì, ci è riuscito davvero. Non è colpa sua se c’erano delle mele marce tra consiglio e Giunta. No no, tutta colpa del vecchio Pd, inquinato da metodi fascisti. Tipo quello di escludere l’avversario da ogni dialogo in quanto subumano. Talmente subumano da non volerci condividere nemmeno la terra, relegandolo, per esempio, alle fogne. Nulla di inedito, per carità, ma in cosa si differenzi il vecchio dal nuovo Pd lo dovrà spiegare con calma, il Sindaco. Il quale, riuniti i fedeli della sua maggioranza, dicono abbia lasciato mogio mogio la cabina telefonica dove si era svolta la riunione.

In definitiva Renzi voleva Sofri per riformare le carceri. Sofri ha declinato. In ogni caso, in tempi di spending review non si capisce perchè il premier voglia esternalizzare queste consulenze. Tra qualche mese le avanguardie verranno scarcerate e potrà contare su un sacco di esperienze di prima mano.

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