Il commento di Luciano: 10a giornata di serie A

Attualità
Buongiorno, e buona settimana ai lettori. A causa di un disguido tecnico, i commenti sugli anticipi di venerdì e sabato, non pubblicati ieri, vengono integrati nell’edizione di oggi con i quattro incontri di domenica.
Gli anticipi, in particolare quello di sabato, hanno ovviamente monopolizzato l’attenzione del pubblico, concentrandola sul derby della Madonnina, che da 4 partite consecutive si aggiudica il Milan con una convincente vittoria. Perde nuovamente il Monza a Bologna,  fallendo dal dischetto il pareggio, e straripa nuovamente la Roma a Udine, mostrandosi in forma strepitosa, mentre ricompare la Juventus di Spalletti che abbatte il Napoli di Allegri. Ci sarà solo da capire se le resurrezioni saranno durature o legate a queste ultime vittorie che, detto per inciso, nel caso della Juventus non hanno certo esaltato un ritorno ad un gioco corale di squadra. Mentre per il Milan vincitore del derby, le credenziali sembrano un tantino superiori non tanto per aver sconfitto per la quarta volta consecutiva la rivale cittadina nel derby (sequenza ciclica come quella precedente a favore dell’Inter, con 6 vittorie consecutive), quanto per la determinazione e la voglia di uscire da una situazione di classifica che iniziava ad essere imbarazzante, soprattutto in chiave europea.
Bologna-Monza 2-1
Sagra dei rigori al D’Allara, sbagliati e centrati, ma è il Bologna di Palladino a trovare la terza vittoria di fila nel sabato pomeriggio che ha aperto la 10ª giornata di Serie A. Sconfitto in rimonta il Monza, a sbloccare l’incontro è stato il solito Varela, questa volta dal dischetto, per il 9° gol in altrettante partite di campionato. Pobega ha trovato un super gol grazie all’assist di Miranda, poi Bernardeschi dagli 11 metri per completare il ribaltone. Pesa tantissimo l’errore di Cutrone dal dischetto nel finale, ipnotizzato da Skorupski. Il Monza ha trovato la terza sconfitta consecutiva.
Udinese-Roma 2-5
Continua la vendemmia romana, stavolta ne paga dazio la derelitta Udinese alla quinta sconfitta consecutiva. Robusto il punteggio, la fatidica “manita” che i giallorossi impongono al Bluenergy Stadium, contro un’Udinese in pienissima crisi e un Runjaic apparentemente con i giorni contati. Nel primo tempo è un dominio assoluto, totale, senza alcuna discussione da parte della banda Gasperini. Cristante apre il tabellino di testa dopo una decina di minuti e dal 31′ al 37′ è una pioggia di gol: raddoppia Mora da un passo, triplica Malen servito da Soulé, quindi l’incornata del poker di Ndicka sugli sviluppi di un angolo dell’argentino. Udinese pure graziata da Soulé e Malen, che colpiscono un palo a testa. L’Udinese rientra se non altro con orgoglio dagli spogliatoi, Zaniolo accorcia sull’1-4 e la Roma cala parecchio a livello di aggressività, di ritmo, di attenzione. Tanto che l’Udinese accorcia per la seconda volta a 13 minuti dalla fine con Palma, difensivamente molto negativo nella prima frazione. La rimonta friulana, però, si chiude lì nonostante un sinistro di Unai Gomez a centimetri dal 3-4. Anzi: al 92′ è Ghilardi, pescato in area da Castro, a trovare il 2-5 e il suo primo gol in A. In attesa del derby e di Lazio-Cagliari, la Roma che intanto ha il miglior attacco del campionato con 28 reti segnate, è a -1 dall’Inter e -4 dalla rivale Lazio.
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Milan-Inter 3-1
Niente da fare per l’Inter, il derby per i nerazzurri rimane ancora stregato e la sequenza di vittorie mancanti, anche se non di sconfitte, si allunga a 8 partite. Il Milan è sceso in campo con una sola idea in testa, vincere a tutti i costi. E l’Inter le ha spianato la strada, cadendo nel solito pisolino iniziale, che ha consentito ai rossoneri di mettere alle spalle di Martinez due gol nello spazio di 10 minuti, autori Pulisic e Rabiot. Sempre privo di Lautaro Martinez, Chivu ridisegna l’Inter con un inedito 3-4-2-1, proponendo la coppia Sucic-Diouf alle spalle di Thuram. Ma la scelta tattica, per molti versi estrema e mai provata prima, non paga. Soprattutto se collocata, a freddo, in una delle partite più importanti dell’anno. Subito sotto, come già altre cinque volte nel campionato in corso, la reazione della squadra di Chivu non si è fatta attendere, i tiri e le occasioni non sono mancate ma nemmeno le parate di Maignan, alcune davvero stratosferiche, ma in un modo o nell’altro il portierone milanista deve arrendersi su un’incornata di Bastoni, che accorcia e riapre la partita.  Ma proprio quando l’Inter sembra tirare a sé l’inerzia del match, si schianta contro un maestoso Maignan (splendido su Çalhanoğlu e Spence) e si vede trafitta dolorosamente da una punizione pennellata con arte da Moreira sul finire del primo tempo. Chivu non cambia nulla fino al 73′, quando inserisce Zielinski e Mkhitaryan, ma non tocca il modulo, lasciando Thuram senza veri compagni di reparto. Il Milan può gestire e amministrare nella ripresa, schermando con relativa tranquillità la propria area. Nel finale, l’Inter va con la cavalleria pesante, giocando le carte Esposito e Bonny, ma la partita, ormai segnata e indirizzata, non vive grandi scosse negli ultimi dieci minuti. Anzi, è Cisse a scaldare le mani a Martinez al 90′, certificando una serata a sole tinte rossonere. Ma l’Inter non deve perdersi piangendo sul latte versato, rimane comunque seconda a 3 punti dalla nuova capolista ora solitaria Lazio. Era scontato che la prima sconfitta prima o poi sarebbe comunque arrivata ma, certamente, Chivu avrebbe preferito arrivasse in un’altra occasione. Ora deve trasferire la mente prima alla Champions L. dove troverà un altro brutto cliente, il Feyenoord in trasferta il 3 novembre,  e subito dopo un altro non meno impegnativo confronto in campionato con il Como, che sarà ospite a S.Siro l’8 novembre. Tour de force per i campioni, un campo minato anche se la rosa a disposizione consente più di una variante nei vari reparti. Ora l’Inter deve fingere di essere caduta dal letto: qualche ammaccatura, un bernoccolo, ma il lavoro attende, bisogna rialzarsi e rimettersi in azione.
Como-Venezia 1-0
Il Como ha diverse defezioni in attacco, ma trova soluzioni. La compagine lariana ha a che fare con un pranzo abbastanza pesante, ma gustoso al triplice fischio: Da Cunha e soci battono il Venezia di D. Nicola, che anche in questa circostanza riesce a mettere in difficoltà Fàbregas.  Il Como non riesce a rendersi pericoloso e rischia su una ripartenza. Luis Milla Jr. colpisce il pallone con la mano: l’arbitro Maria Sole Ferrieri Caputi prima concede il calcio di rigore al Venezia, ma dopo essere stata richiamata dal VAR all’on field review lo revoca, ma restano molti dubbi. Ironia della sorte è sempre il Como a deciderla dal dischetto: Juan Jesus stende Douvikas al termine di una ripartenza lariana. Stavolta non ci sono dubbi,  Da Cunha spiazza Stankovic.
 L’1-0 resiste sino al triplice fischio. Il Como vola -3 dall’Inter, in attesa della partitissima del prossimo fine settimana. Il Venezia gioca un’altra partita gagliarda, ma perde di nuovo, rimanendo all’ultimo posto a quota 3 punti.
 
Lazio-Cagliari 2-1
Partita equilibrata e dalle poche occasioni ma la Lazio, nonostante le difficoltà emerse, è riuscita a reagire e a ottenere i 3 punti battendo il Cagliari in rimonta. I biancocelesti di Gattuso hanno trovato il gol-vittoria all’83’ con una incornata di Pinamonti, che porta i suoi a +3 sull’Inter, seconda dopo la sconfitta nel derby. Espulso Obert nei minuti di recupero per doppia ammonizione. È la quinta vittoria consecutiva per i laziali. Per il Cagliari, invece, arriva la quarta sconfitta di fila in un periodo sicuramente non facile dopo un grande avvio di stagione.
Frosinone-Torino 2-0
Sorprende sempre meno la squadra neopromossa di Alvini, che si impone anche al Torino. Ghedjmemis e Calò, i due della cavalcata della scorsa stagione in B che valse la promozione, oggi autori dei due gol che continuano a spingere la squadra in Serie A. Entrambi i gol nella ripresa, apre l’esterno algerino, chiude nel recupero il centrocampista italiano, e festeggia il quarto risultato utile consecutivo oltre la quinta vittoria in casa in questo campionato, ma soprattutto consolida il 6° posto in classifica a quota 20 punti, uno solo in meno del Milan.
Purtroppo, però, c’è anche una brutta notizia nel match contro i granata, che perde alla mezz’ora del primo tempo il centravanti Raimondo, capocannoniere di inizio stagione con 8 reti: l’attaccante italiano classe 2004 subisce un durissimo colpo alla caviglia e abbandona il campo per infortunio, lo si rivede soltanto a partita conclusa mentre festeggia con i compagni in stampelle. Condizioni da valutare nei prossimi giorni, si spera nulla di grave per un giocatore che era in odore di convocazione in Nazionale a poco più di una settimana dalla prossima pausa.
 
Lecce-Genoa 1-2
Il Genoa di De Rossi si è definitivamente ripreso dopo l’avvio di stagione negativo. Al Via del Mare arriva il quarto successo nelle ultime cinque giornate di campionato. Il Grifone batte la squadra di Di Francesco con Osmajic la sblocca e con Messias che raddoppia. Poi Maleh accorcia le distanze ma il risultato non cambia sino al triplice fischio: il Grifone vola.
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Juventus-Napoli 2-0
E dopo il Milan, risorge anche un’altra decaduta del calcio nostrano, la Juventus di Spalletti che ieri sera, illuminata più da due prodezze individuali che dal gioco, ha sconfitto il Napoli del suo grande ex Allegri. Squadre che dopo qualche scintilla iniziale, come la gran parata di Vicario su colpo di testa di Lucca, non mostrano quasi nulla fino al 28′, quando si registra una fiammata bianconera col palo colto da Cabal, e successivamente Juve ancora pericolosa con due iniziative di Alajbegovic, senza esito, che chiudono il primo tempo sul pareggio. La partita svolta decisamente al 70′, con una splendida azione di Alajbegovic che conclude con un sinistro micidiale sotto la traversa, rimbalzo sul palo interno e palla in rete sul lato opposto. Subito dopo, al 72’ espulso Marianucci per doppia ammonizione, Napoli in 10 e in pratica partita chiusa, ma a mettere il sigillo è Boga che al minuto 87 riceve assist da Cambiaso sulla sinistra, si accentra sul destro e da fuori fa partire un destro a giro, potente, che si insacca sul secondo palo. Triplice fischio, Napoli nuovamente nel limbo a metà classifica, Spalletti e i suoi prendono fiato in classifica anche se la zona europa è ancora lontana : 11 punti dalla Lazio, 8 dall’Inter seconda.
Due i posticipi stasera, Sassuolo-Fiorentina alle 18,30 e Atalanta-Parma alle 20,45.
Ora spazio alle coppe europee, in campo Inter, Napoli, Roma e Como per la Champions L. tra martedì e mercoledì.
Buon pomeriggio a tutti!

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