Ci sono incontri che iniziano con una curiosità e finiscono per ricordarci quanto sia importante riscoprire il piacere delle piccole cose.
Questa volta il protagonista era il cioccolato. Non soltanto il cioccolato che si assapora, che si regala o che ci concediamo nei momenti in cui abbiamo bisogno di una piccola gratificazione. Ma il cioccolato osservato da una prospettiva diversa: quella della salute, del benessere e del rapporto, spesso complicato, che abbiamo con il cibo.
La cornice era il Gran Caffè Pasticceria e Cremeria Buonarroti di Milano, un locale che dal 1920 custodisce una tradizione di accoglienza tutta milanese. Un ambiente dal fascino d’altri tempi, tra specchi dalle cornici dorate, luci calde, arredi eleganti e una straordinaria esposizione di creazioni al cioccolato.
Un luogo in cui anche gli occhi, prima ancora del palato, trovano la loro soddisfazione.
L’occasione è stata un incontro dedicato al rapporto tra cioccolato e salute, con la dottoressa Michela Squeo. Medico chirurgo specialista in Chirurgia Vascolare, con una consolidata esperienza nella Medicina Estetica e Funzionale, la Dott.ssa Squeo ha costruito il proprio percorso professionale coniugando esperienza clinica, formazione continua e approfondimento scientifico. Ma ciò che mi ha particolarmente colpita è la sua concezione della medicina, che pone al centro la persona nella sua interezza, andando oltre la singola patologia o il risultato estetico. Un approccio che non si esaurisce nella cura, abbraccia la prevenzione, gli stili di vita e la ricerca di un benessere autentico e duraturo. Una visione della medicina nella quale competenza e sensibilità umana trovano un punto d’incontro importante, che a mio parere fa la differenza.
L’evento, organizzato dalla giornalista Gabriella Chiarappa, professionista poliedrica, ha offerto lo spunto per riflettere su un alimento che appartiene alla nostra quotidianità e che spesso conosciamo meno di quanto immaginiamo.
Perché il cioccolato è davvero soltanto una tentazione alla quale resistere?
La risposta, naturalmente, richiede qualche distinzione.
Il cacao contiene sostanze di notevole interesse nutrizionale, tra cui i flavanoli, composti appartenenti alla famiglia dei polifenoli, studiati per i loro possibili effetti sulla funzione vascolare. Ma non tutti i prodotti al cioccolato sono uguali, poichè contano la percentuale e la lavorazione del cacao, gli ingredienti aggiunti, le quantità consumate e, soprattutto, il contesto complessivo dell’alimentazione.
Non basta, insomma, scegliere un cioccolato fondente per trasformare un piacere in una terapia.
E forse è proprio questo l’aspetto più interessante ovvero imparare a distinguere ciò che può contribuire al nostro benessere dalle promesse, talvolta eccessive, che accompagnano gli alimenti considerati salutari.
Ma mentre osservavo quella lunga tavola imbandita, con praline, tartufi, cioccolatini e piccole opere di pasticceria disposte su eleganti alzate di vetro, pensavo anche a qualcosa di meno scientifico e altrettanto importante.
Quanto spazio lasciamo, nelle nostre giornate, al piacere?
Viviamo in una società che ci chiede continuamente di misurare tutto. Le calorie, il tempo, la produttività, i risultati. Persino il benessere rischia di diventare un altro obiettivo da raggiungere, un’altra prestazione da garantire.
E così, qualche volta, dimentichiamo che stare bene significa anche fermarsi, conversare, condividere un’esperienza, assaporare qualcosa senza sentirsi necessariamente in colpa.
Il cioccolato, in fondo, possiede una qualità particolare: raramente è soltanto cibo. È un ricordo d’infanzia, un gesto di affetto, un regalo inatteso, una pausa in una giornata difficile.
E ha anche una dimensione profondamente sociale. Perché un cioccolatino gustato in compagnia non cambia la propria composizione chimica, ma può cambiare il significato di quel momento.
È questa la riflessione che ho portato a casa dall’incontro.
La salute merita conoscenza, consapevolezza e rigore scientifico. Il piacere merita di non essere continuamente processato.
Le due cose non sono necessariamente in contraddizione.
Ringrazio Gabriella per aver organizzato questa piacevole occasione di incontro, la dottoressa Michela Squeo per aver portato l’attenzione sul rapporto tra cioccolato e salute e la mia amica Giuse per la compagnia.
Sono tornata a casa con una convinzione: non abbiamo bisogno di trovare una giustificazione scientifica per ogni piccolo piacere della vita.
Abbiamo bisogno di conoscerne il valore, comprenderne i limiti e imparare a viverlo con equilibrio.
Perché penso che il segreto del benessere non sia rinunciare a tutto ciò che ci piace, ma non dimenticare, mentre ci prendiamo cura della salute, di prenderci cura anche della gioia di vivere.
Avv. Simona Maruccio

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.