Comunali a Milano, il centrodestra punta sui sondaggi per sciogliere il nodo del candidato

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La corsa alle prossime elezioni comunali di Milano entra in una fase decisiva, caratterizzata da ritmi serrati e febbrili trattative interne. Nel vertice del centrodestra si avverte l’esigenza di accelerare per chiudere al più presto la pratica del candidato sindaco, superando stalli e posizioni contrastanti per sfruttare il momento di incertezza che attraversa lo schieramento avversario. Mentre nel centrosinistra la discesa in campo da autocandidato di Calabresi sta creando più divisioni che coesione nel cosiddetto campo largo guidato da Elly Schlein, la coalizione di governo vuole presentarsi compatta e con le idee chiare alla prova delle urne.

Nelle ultime ore la mappa delle candidature si è mossa con un’improvvisa accelerazione impressa da Forza Italia. Gli azzurri hanno deciso di rompere gli indugi mettendo in primo piano la figura di Matteo Perego di Cremnago. Sottosegretario alla Difesa, legato da una solida amicizia a Luigi Berlusconi e molto apprezzato da Letizia Moratti, Perego è diventato il nome su cui la dirigenza forzista intende puntare con decisione. Non a caso, il sottosegretario è stato subito protagonista di un primo tour cittadino che ha toccato due snodi nevralgici della periferia milanese, i quartieri di Selinunte e Rogoredo. Un’iniziativa dal forte valore simbolico, pensata sia come guanto di sfida alla giunta uscente — accusata di aver accentuato la distanza tra il centro e le zone periferiche —, sia come segnale verso gli elettori sul tema dell’inclusione e del rilancio dei quartieri popolari.

Tuttavia, il colpo di acceleratore di Forza Italia non ha incontrato l’unanimità dei consensi e ha riacceso il dibattito all’interno dell’alleanza. Gli altri partiti della coalizione non intendono rinunciare ai propri punti di riferimento. La Lega continua a rivendicare con forza la candidatura di Silvia Sardone, definita come un profilo autenticamente milanese, costantemente presente sul territorio e capace di raccogliere un ampio consenso personale nelle urne. Sul fronte di Noi Moderati, Mariastella Gelmini ha ribadito che il profilo ideale per guidare la città resta quello di Maurizio Lupi, considerato la sintesi migliore tra esperienza politica e radicamento istituzionale.

Per evitare strappi e giungere a una decisione condivisa senza imporre scelte dall’alto, si è deciso di percorrere la strada del ragionamento e del confronto basato sui dati. Scartata l’ipotesi delle primarie — una strada non percorribile sia per l’ingente sforzo economico e organizzativo richiesto, sia per i tempi ormai risicati —, la coalizione ha commissionato un sondaggio dettagliato. La rilevazione testerà il gradimento dei cittadini milanesi sui tre nomi espressi dai partiti: Sardone, Perego e Lupi. L’obiettivo è analizzare gli orientamenti della base elettorale, provata da dieci anni di giunta Sala e dalle polemiche legate alle politiche ambientali, alle restrizioni sulla viabilità, alle zone a traffico limitato e ai cantieri delle piazze tattiche. I risultati della rilevazione non saranno vincolanti in senso assoluto, ma costituiranno un elemento di valutazione di grande peso che verrà portato al tavolo dei leader nazionali (Meloni, Salvini e Tajani), con l’auspicio di arrivare a una sintesi definitiva già la settimana prossima per dare il via alla campagna elettorale.

Questa brusca virata sui profili politici ha inevitabilmente spiazzato l’ampia rosa di candidati civici o indipendenti che si erano messi a disposizione ma la coalizione considera il loro contributo fondamentale per la riuscita della sfida elettorale.

In quest’ottica si inserisce anche la strategia di Fratelli d’Italia, che ha organizzato una serata di confronto in piazza Città di Lombardia con militanti, dirigenti ed esponenti regionali e milanesi. Oltre a rafforzare lo spirito di squadra in vista della stagione politica alle porte, l’appuntamento sarà l’occasione per riallacciare i fili con i nomi della società civile emersi durante i vertici estivi. Ai candidati della rosa civica verrà chiesto un passo di lato rispetto alla corsa alla poltrona più alta di Palazzo Marino, ma si chiederà loro un coinvolgimento diretto all’interno della squadra di coalizione. Alcuni si stanno già organizzando con una propria lista civica, mentre gli altri definiranno a breve le forme della propria partecipazione. L’imperativo condiviso dal centrodestra resta infatti uno solo: presentarsi alle urne con una visione unitaria, incentrata su priorità concrete come casa, sicurezza e rilancio delle periferie, per riconquistare la guida della città.

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