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VIA CELENTANO, IL DEGRADO FA CHIUDERE LO STORICO PARRUCCHIERE NEW CARISMA

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Via Celentano perde un’altra attività storica. New Carisma, il negozio di parrucchiere di Fabrizio Lepore, chiude dopo essere stato per anni un punto di riferimento per il quartiere. Una decisione amara, maturata mentre attorno all’attività la strada veniva progressivamente trasformata da sporcizia, bivacchi, schiamazzi e continui episodi di degrado.

Lepore indica nel contesto creatosi attorno al Bar Celentano una delle ragioni decisive della chiusura. Quello che un tempo era un normale tratto di quartiere sarebbe diventato un punto di ritrovo per gruppi rumorosi, persone ubriache e automobili parcheggiate ovunque, con marciapiedi e ingressi delle attività frequentemente occupati.

I problemi, precisa Fabrizio, non erano limitati alla notte. «La situazione era cominciata già durante il giorno. Davanti al negozio si consumava cannabis, c’erano persone che si ubriacavano e poi prendevano una sedia per sistemarsi proprio davanti all’ingresso. Altri masticavano semi e ne sputavano continuamente i gusci sul marciapiede, senza alcun rispetto per l’attività che si trovava accanto».

Comportamenti attribuiti a singoli avventori, indipendentemente dalla loro provenienza, ma capaci di creare un ambiente sempre più ostile. Per un negozio di parrucchiere, nel quale pulizia, tranquillità e accoglienza sono parte integrante del servizio, lavorare in queste condizioni era diventato quasi impossibile.

«Le clienti erano spaventate già quando dovevano raggiungere il negozio», racconta Lepore. «Erano costrette a passare in mezzo a persone ubriache, schiamazzi e continui sputi sul marciapiede. Alcune si sentivano osservate o intimidite. Con il tempo hanno cominciato a evitare la zona e per noi questo ha avuto conseguenze pesantissime».

La situazione proseguiva poi durante la notte, lasciando ogni mattina i suoi resti davanti alle attività. «Trovavo rifiuti, bottiglie, avanzi e persino deiezioni. In alcune occasioni non riuscivo nemmeno ad alzare la serranda senza dover prima pulire quello che altri avevano lasciato. Ho visto questa strada deteriorarsi giorno dopo giorno».

Per un commerciante significa iniziare la giornata cancellando le conseguenze della notte precedente. Significa accogliere i clienti in una strada sporca, occupata e percepita come poco sicura. Significa soprattutto vedere il proprio lavoro danneggiato da una situazione della quale non si ha alcuna responsabilità.

«Ho cercato di resistere, ma a un certo punto diventa impossibile», continua il titolare di New Carisma. «Un’attività vive anche del luogo nel quale si trova. Se i clienti arrivano e vedono degrado, automobili lasciate in ogni modo e persone che stazionano davanti agli ingressi, cominciano a non venire più. Non si può chiedere a un commerciante di sopportare tutto questo all’infinito».

Il suo giudizio sul locale al centro delle proteste dei residenti è durissimo: «Il Bar Celentano è diventato una calamita per il degrado e per situazioni che fanno paura. Da quando questa realtà ha assunto certe dimensioni, la strada è cambiata. Residenti e commercianti ne pagano le conseguenze, mentre chi dovrebbe intervenire continua a lasciare passare il tempo».

Le sue parole si inseriscono in una vicenda ormai nota. Da mesi gli abitanti denunciano notti segnate da musica, urla, intimidazioni, incroci bloccati e automobili sui marciapiedi. Sono intervenute la Guardia di Finanza e la Polizia Locale, è stata installata una telecamera e sono state inviate segnalazioni a Comune, Prefettura e Questura. Eppure, terminato ogni controllo, la situazione sembra tornare sempre al punto di partenza.

La chiusura di New Carisma mostra quale sia il costo reale di questa inerzia. Non soltanto notti insonni e sporcizia, ma la perdita delle attività sane che tengono in vita un quartiere. Quando chi lavora onestamente abbassa definitivamente la serranda mentre il degrado continua indisturbato, la selezione è esattamente opposta a quella che dovrebbe garantire una città civile.

«Me ne vado con grande dispiacere», conclude Fabrizio Lepore. «Ho costruito qui rapporti, amicizie e una clientela affezionata. Ma non posso più lavorare in queste condizioni. Via Celentano meritava un destino diverso».

La chiusura dello storico parrucchiere non può essere archiviata come una semplice scelta imprenditoriale. È la conseguenza visibile della distruzione lenta e inesorabile di una strada. Ogni attività che chiude lascia una serranda abbassata e uno spazio in più al degrado. Se le istituzioni continueranno a intervenire soltanto in modo episodico, New Carisma rischia di non essere l’ultima vittima.

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