“C’è una parola che risuona in questa basilica che don Antonio apprezzava: ‘ciao’. Oggi qui comprendiamo che quel ‘ciao’ non era una semplice parola, era riassunto del suo Vangelo. Dietro quel ‘ciao’ c’era tutto, il detenuto che non voleva più il suo futuro, l’operatore, un Dio che non chiude mai la porta a nessuno, il tossicodipendente”: così don Massimiliano Parrella, concludendo l’omelia per il funerale di don Antonio Mazzi nella Basilica di Sant’ Ambrogio, ha ricordato il fondatore di Exodus, morto venerdì a 96 anni.
“Oggi non ti salutiamo guardando indietro – ha proseguito -, ma guardando avanti perché il tuo ‘ciao’ non chiude una storia, ma ne apre infinite altre. Ciao don Antonio, proveremo a credere in chi non crede più, proveremo a costruire avamposti. Chiameremo figli quelli che il mondo chiama falliti, per tutti. E quando un giorno ci chiederanno cosa ci ha lasciato don Antonio, rispondiamo ‘ci ha lasciato una vita, la sua, ma anche una parola piccola come un saluto ma grande come il Vangelo, ciao”.
Sul feretro, un girasole.
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