Mobilità e cantieri, il nodo del cavalcavia Bacula divide Milano

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I lavori per la nuova pista ciclabile sul ponte della Ghisolfa continuano a far discutere. Se da un lato l’amministrazione comunale difende l’opera considerandola un passo fondamentale per la sicurezza stradale, dall’altro automobilisti e lavoratori segnalano pesanti ripercussioni sulla viabilità quotidiana, con tempi di percorrenza fortemente dilatati.

Il progetto e lo stato dei lavori

L’intervento sul cavalcavia Bacula rappresenta uno dei nodi più complessi della pianificazione urbanistica recente. Dopo il completamento del primo tratto in direzione est, terminato a piazzale Lugano, l’apertura del nuovo cantiere sulla carreggiata opposta da piazzale Lugano in direzione via Mac Mahon ha ridotto lo spazio per i veicoli, innescando i disagi maggiori.

L’opera prevede un investimento complessivo di due milioni e mezzo di euro, interamente finanziati tramite i fondi europei del Pnrr, e i cantieri avranno una durata stimata di circa un anno. L’obiettivo principale del progetto è la messa in sicurezza di un’arteria storicamente critica per la convivenza tra mobilità dolce e traffico automobilistico, anche grazie all’introduzione di nuovi attraversamenti ciclabili regolati da semafori.

Le proteste di automobilisti e soccorritori

Le code che si formano quotidianamente, in particolare nelle ore di punta del mattino e della sera, hanno sollevato accese proteste da parte di chi deve necessariamente utilizzare il mezzo privato per motivi professionali. Molti utenti lamentano che per coprire un tratto che prima richiedeva pochi minuti, oggi si può impiegare anche mezz’ora, come nel caso dei pendolari provenienti dalla stazione Bovisa o dei conducenti diretti verso la zona di San Siro.

Il malcontento si concentra soprattutto tra i lavoratori turnisti e il personale sanitario, come infermieri e medici che non possono usufruire dello smart working e hanno orari rigidi da rispettare all’inizio della giornata. A questa situazione si aggiunge la forte preoccupazione espressa da alcuni operatori delle ambulanze. I soccorritori segnalano infatti il rischio di potenziali ritardi nei trasferimenti d’urgenza tra i grandi poli ospedalieri cittadini, a causa dell’assenza di vie di fuga dedicate durante le attuali fasi di cantiere.

La difesa di palazzo Marino

Di contro, i vertici del Comune di Milano rivendicano la scelta politica e strategica, definendola una risposta concreta alle richieste arrivate nel corso degli anni dai municipi e dalle associazioni dei ciclisti, spesso mobilitate per chiedere maggiore protezione su quel tratto di strada.

L’assessore alle Opere Pubbliche, Marco Granelli, ha difeso l’intervento spiegando che l’infrastruttura garantirà un livello di sicurezza mai avuto prima per chi attraversa il ponte. Una linea condivisa anche dall’assessora alla Mobilità, Arianna Censi, che ha sottolineato la complessità tecnica della progettazione, ribadendo come l’opera mantenga un impegno preciso preso con i quartieri e con i comitati cittadini per connettere in modo sicuro diverse aree della città.

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