Il rosso, a quanto pare, ha un fascino irresistibile per i vertici del Comune di Milano (e non solo politicamente parlando). A farne le spese questa volta è stato Filippo Barberis, capo di gabinetto e braccio destro del sindaco Giuseppe Sala, che mercoledì mattina ha deciso di ignorare il semaforo rosso tra via Larga e via Verziere. Il tempismo, si sa, è tutto nella vita, ma commettere l’infrazione a bordo del proprio scooter a pochissimi metri dal comando della polizia locale di piazza Beccaria si è rivelata una scelta decisamente poco strategica. Due agenti motociclisti, infatti, non hanno potuto fare a meno di notare la manovra audace.
Fermato sul fatto, per il braccio destro del sindaco è scattata l’immediata contestazione del classico articolo 146 del codice della strada, quello che punisce chi considera i semafori come semplici suggerimenti colorati e che prevede sanzioni pecuniarie capaci di toccare i 665 euro. Ma il vero colpo di scena è emerso dagli accertamenti, i terminali della locale hanno infatti riportato alla luce un precedente analogo risalente al 2025.
Due indizi fanno una prova e, purtroppo per Barberis, due semafori rossi in meno di due anni fanno scattare la temutissima recidiva. Risultato? Addio patente, ritirata seduta stante dagli stessi agenti che dipendono, ironia della sorte, proprio dall’amministrazione per cui il capo di gabinetto lavora. Adesso la palla passa alla prefettura, che dovrà decidere la durata del periodo di riflessione appiedata per il braccio destro di Sala, con uno stop alla guida che potrebbe oscillare tra uno e tre mesi.
Questa gente fa schifo in toto, e i cittadini ne sono soggiogati da perbenismo, prepotenza, incompetenza e tonnellate di ipocrisia.