Capitan U: Usa il tuo voto

I racconti di Capitan U 1947: Vota l’Europa che ti serve … pensa a te!

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Cari amici, oggi anticipo di un giorno l’uscita del mio racconto, giovedì e non il solito venerdì: perché? …  Per lasciarvi un paio di giorni di riflessione prima di varcare l’urna che potrebbe rappresentare per ognuno di noi un cambio in positivo o in negativo. Pensare “cosa vuoi che conti un voto in più o in meno se io non vado a votare”, mai come ora potrebbe rappresentare un karakiri masochisticamente cercato, sciocco e deleterio. Io vi comunico il mio pensiero, l’Europa che sogno e “VI INVITO UFFICIALMENTE” a scrivere il vostro pensiero e i vostri desideri nei commenti in calce all’articolo.

L’Europa che sogno.

Si è pensato prima a creare la moneta unica, e poi gli europei. Hanno immaginato che qualcuno li avrebbe istruiti e forgiati, cambiando il loro modo di pensare per “migliorarlo”, e, soprattutto, pensando di modificare i loro usi e costumi variegati, per “standardizzarli”: insomma un insieme di scolaretti accondiscendenti ed ubbidienti che avrebbe permesso ai grandi burattinai economici di muoverli ed indirizzarli a proprio piacimento. Ma qui, è caduto il sogno! Forse è più facile con i giovani che, avendo pochi riferimenti di esperienze vissute in prima persona, riescono ad essere maggiormente influenzabili dalle teorie ideologiche, ma…  con degli uomini vissuti, cresciuti e consapevoli, in grado di “confrontare l’attuale con il passato”, questo giochetto auspicato ha mostrato presto le sue falle e i suoi limiti.

Come Capitan U 1947, anno della mia nascita, pur avendo un cuore da artista perennemente giovane, ho tagliato i 77 anni e a me non la si racconta troppo facilmente, per cui ora elencherò le mie esigenze e cosa mi aspetto dall’Europa che uscirà dalle urne:

  1. Rispetto per la natura, in una crescita graduale in simbiosi con le nostre esigenze. Dobbiamo pretendere attenzione e correttezza nell’allevare animali e coltivare vegetali ed essere anche consapevoli che vi siano delle alternative, “ma“ … non cercare di imporre a tutti i costi cibo sintetico e farine di insetti varie, perché io amo la mia dieta mediterranea, che mici”, permette di vivere bene e, spesso, più a lungo. Non accetto, inoltre, che i nostri allevatori e contadini vengano economicamente distrutti da una concorrenza sleale permessa dalla stessa Comunità Europea, la quale consente l’importazione di prodotti che costano di meno perché non soggetti alle stesse restrizioni imposte sul nostro territorio.
  2. Consapevolezza del grande cambiamento climatico in atto: è chiaro, ed è in atto ormai da molti anni, per cui è necessario che tutti ci adoperiamo per migliorare il nostro stile di vita con comportamenti sani, più eco, “ma”…  che nessuno ci imponga la teoria che è solo tutta colpa dell’uomo, per costringerci a ristrutturare e rivoltare le nostre case con pannelli solari e pompe di calore costosissime, pale eoliche a iosa sui nostri campi e monti, nonché solo auto elettriche per tutti e per sempre, con costi sopportabili più facilmente da persone benestanti,  meglio ancora se ricchi. Nel racconto scorso avevo ricordato che il Sahara non era stato di certo desertificato da un cambiamento climatico dovuto a comportamenti inquinanti di Alieni da chissà dove arrivati.
  3. Apertura “regolarizzata” del flusso di immigrati specializzati nel nostro paese per sopperire alla carenza di manodopera, cercando, però, di fermare definitivamente chi, speculando sulla disperazione altrui, si arricchisce con soldi sporchi di morte e di disagio procurato agli Stati invasi, l’Italia in primis. È più logico e risolutivo, meno tragico e costoso, andare ad aiutare nei loro territori chi ha bisogno di lavoro e nuove prospettive, “ma” … è anche giusto favorire in Italia una politica di sostentamento che permetta di ridonare alle giovani coppie il desiderio di generare dei figli che, crescendo, ridaranno nuova linfa e “identità” al nostro Paese.
  4. Nel punto 3 ho parlato di “identità” fra virgolette, non per razzismo, ma per rispetto alla nostra storia ed alle nostre tradizioni. Rispetto per tutti, per ogni genere,  “ma” … “un rispetto per tutti che sia uguale per tutti”, senza forzature sub-missive, perché io non posso accettare di rinunciare alla magia del Natale e delle sue gioiose luci, di non poter portare un crocifisso al collo per non offendere, e poi subire di vedere lo stesso gettato da una finestra in segno di spregio. Non pretendo che gli immigrati si sottomettano alla nostra cultura, ma non sopporto che chiunque possa provarci con me. Integrazione non è sottomissione: questo deve essere ben chiaro a tutti, specialmente a “certi” politici.
  5. Infine, anche se ho solo sintetizzato le mie esigenze primarie, io sogno un’Europa che riesca a far convivere tutte le varie culture facendole confluire in un “Unico Grande Stato”, confederato, dove ognuno possa sentirsi fiero di appartenervi, condividendone il meglio in una pace serena e perenne, pace da offrire con orgoglio anche a tutti i popoli della nostra e meravigliosa terra. Forse è pretendere troppo dai sogni, ma questa …

È L’EUROPA CHE SOGNO!

Capitan U 1947

(alias Umberto Napolitano)

22 thoughts on “I racconti di Capitan U 1947: Vota l’Europa che ti serve … pensa a te!

    1. Wauuuh Cri, sempre più concisa. Ma ormai ti conosco e ho decifrato il tuo messaggio: …Vorresti un’ Europa non comandata dai soliti “burattinai, professionisti” , per non trasformare definitivamente l’Italia in uno Stato di “burattini,rassegnati” …. Allora non ti resta che fare il tuo dovere e andare a votare e indicare con una croce chi sia in grado di soddisfare il tuo desiderio .

    1. Certo che contiamo in Europa, Patrizio. Conta anche un solo singolo voto, se non sprecato. Non subire passivamente che gli altri decidano per te, perché poi la casa green costosissima, la rottamazione della tua adorata auto a gasolio, ed altro ancora, alla fine sarai tu a pagarli.

  1. La penso come te in ogni parola.
    In Europa, per me, non contiamo niente e, come nel mio libro che conosci, siamo tutti burattini e marionette.
    Io andrò a votare, perché ne ho ancora diritto, poi spero tanto che possa veramente cambiare qualcosa e che ci sia un’inversione di rotta.

    1. Bravo Andrea, vai … andiamo a votare compatti e solo così potremo provare a cambiare, a dare la svolta riparatrice e a ritrovare la rotta per un nostro percorso nuovamente logico e coerente con le nostre esigenze.

  2. Ciao Capitan U… grazie per averci lasciato il tempo per meditare prima di varcare la soglia di quell’urna anche se da quando la varcai per la prima volta a 18 anni dubbi non ne ho mai avuti, il mio motto è sempre stato “Pensa alla mamma e vota la Fiamma”… più che pensare a ciò che vorrei mi piacerebbe non continuare ad avere ciò che oggi l’Europa mi impone contro la mia volontà… non voglio essere figlio di qualcuno che vuole a tutti i costi distruggere le mie origini, la mia cultura, cambiare regole e leggi perché qualcun’altro è sbarcato sulle mie coste pretendendo che io mi debba convertire a qualcosa che non mi appartiene e che a tutti i costi debba mantenerlo in nome di una solidarietà a senso unico… basta ma basta sul serio… un saluto e un forte abbraccio

    1. Ciao Max, senza remore o timore giustamente reclami con convinzionela la tua appertenenza. Io rivendico l’appartenenza al partito del buon senso e a chi in questo momento rispetta pienamente le mie esigenza e i’attaccamento alla mia terra, la mia Italia, nella quale meglio mi identifico e mi completo e che una certa sinistra sinistrorsa definisce, riassumendo, sovranismo … solo perché, non avendo argomenti da contrapporre, amano decantare slogan, evidenziando mancanza di sensibilità, creatività e concretezza. A me nessuno mai imporrà, ne da Roma o da Bruxelles, specialmente ora che ho tagliato il traguardo dei 77 anni, assurde imposizioni che la mia intelligenza reputa irricevibili e offensive.

  3. Come sempre hai centrato alcuni punti cruciali e vorrei aggiungere Onestà ….Entusiasmo…competenza….e impegno da parte dei politici che ci rappresenteranno più tutela per la nostra cultura ..usi e consuetudini….un serio impegno per risolvere i problemi del Lavoro …la sicurezza… La sanità….maggior tutela della nostra industria….dei nostri prodotti agroalimentari…per un Italia più forte

    1. Grazie Giorgio per aver ampliato l’elenco delle esigenze della maggior parte degli italiani in momenti così difficili e complicati come gli attuali. Allora, incrociamo le dita e speriamo che dall’urna del 9 giugno esca, per i burocrati di Bruxelles, un bel biglietto di sola andata a … beh, dove lo lascio decidere ad ognuno di voi.

    1. Hai ragione Gelsomina a ricordarmi il “pene sicure” per chiunque vessi o faccia del male ad una donna. E questo vale per tutta l’Europa e, in particolare, per chi ospitiamo, affinché si dumentichi la cultura vigente nel suo Paese, e si adegui esclusivamente alle leggi della terra che lo ospita.

  4. Caro Capitan U, spero che la matita che terrò tra le mani il giorno delle votazioni mi guidi sul simbolo giusto … So quello che desidero, sperando, però, che non rimanga solo un sogno … Tu ci hai dato una bella apertura con le tue riflessioni. Aggiungerei anche il desiderio di più sicurezza fisica quando ci muoviamo per le strade, senza paura di essere menati e derubati o ritrovarsi involontariamente coinvolti in queste risse che si scatenano ormai quotidianamente e in ogni momento, e poi … più pattuglie sulle strade e meno giudici … buonisti con i delinquenti ma dimentichi dei diritti dei cittadini onesti: vedi borseggiatrici nei metro’ che agiscono impunite, arrestate e rilasciate, o occupanti abusivi di case altrui, quando questi sono assenti per qualche visita o ricovero ospedaliero. Concordo con la tua chiusura con un grande messaggio musicale di pace, come “Imagine” di John Lennon, perché la pace è il sogno di tutti, il più grande … la priorità che è dovuta a ognuno di noi che crede nel futuro proprio e dei propri figli e nipoti ❤️

    1. Carissima Dona, ogni tuo commento lo ricevo sempre con gioia e attenzione. Hai ragione di evidenziare un’ esigenza di sicurezza che permetta di muoversi per le strade senza paura di subire furti e violenze. Questo dell’insicurezza è un problema che investe non solo l’Italia ma anche tutta l’Europa, sempre più in balia del permissismo impunito concesso a minoranze violente e ideologicamente radicali. Auguro che la matita di ognuno nell’ urna ispiri a ognuno ragionevolezza e determinazione nel contribuire al cambio di marcia e al ritorno ad una vita normale e creativa con prospettive positive prr tutti e non offuscate dal velo triste causato della perenne incertezza.

  5. Grazie mille Umbi, per il tuo post, I punti che hai elencato sono indispensabili se vogliamo un Italia che conta anche in Europa, siamo stufi di essere comandati e essere trattati come dei burattini, la Francia e la Germania vogliono essere i padroni , prendono le decisioni , senza chiedere anche il nostro consiglio , noi abbiamo tutto idiritti di essere consultati e esprimere il nostro parere ,se no che Stati Uniti D’Europa è ? Solo per imporci le loro leggi? Nel cosa mangiare ? Carne sintetica e farine di insetti? Nel obbligarci a comprare auto elettriche? Adesso basta siamo stufi, è ora che anche noi possiamo dire la nostra, per avere un Europa più unita, più sicura, e sarebbe quasi ora che , per chi arriva con i barconi, non sarà solo un problema da risolvere solo da noi Italiani ,ma di tutti gli stati che fanno
    parte di questa Europa.
    Grandissimo John Lennon
    Con questo capolavoro IMAGINE , ha centrato l’obbiettivo
    Immagine un mondo che tutti possiamo vivere in pace , senza guerre e solo amore e fratellanza.
    Quelli che si lamentano sono propio quelli che non vanno a votare, io il mio dovere lo sempre fatto e lo farò anche questa volta di votare, almeno adesso che abbiamo la possibilità di cercare di
    cambiare e migliorare questa Italia e
    questa Europa. Facciamolo tutti tutti insieme come il famoso proverbio
    “L’unità fa la forza “

  6. Ciao Umberto, vorrei una Europa giusta fatta di personaggi che vogliono il bene per L’Europa , non per il proprio paese.

    1. Ben trovato, Virginio. ANCH’IO … “vorrei un’Europa giusta fatta di personaggi che vogliono il bene per i’Europa, non per il proprio paese” … ma vorrei anche un’Europa fatta da personaggi che vogliano il bene per l’Europa, senza, però, per voler troppo bene al loro paese, volessero pou il male del mio … l’Italia.

  7. Caro Bruno Ruberto, spesso anch’io mi domando perché Francia e Germania assumano atteggiamenti dai quali si potrebbe
    dedurre che in Europa alla fin fine comandino loro. Eppure fra i principali fondatori dell’ Unione Europea c’era l’Italia, ma quando fu introdotta la moneta unica nel 2002, per magia …a mezzanotte meno un secondo per comprare un marco tedesco occorrevano 1000 lire e un secondo dopo ne occorrevano 1936, 27, praticamente il doppio. Questi sono i misteri, frutto di calcoli sconosciuti ai più, “più” che diventano improvvisamente dei “meno” e lo prendono regolarmente in quel posto, dove non batte il sole e … nemmeno la moneta propria da stampare all’occorrenza. Sì, speriamo prorio, il 9 giugno, di rivoltare il trend e riappropriarsi di un’ po di indipendenza, chiamiamola strutturale. E questo potremo farlo solo se saremo uniti nella nostra convinzione e determinazione perché, come dici tu, L,’UNIONE FA LA FORZA.

  8. Carissimo Umberto quello che scrivi è veramente un bellissimo sogno ma a volte anche i sogni possono diventare realtà come il sogno di Martin Luther King … I have a dream. E’questo quello che sogno anche io per il bene ed il futuro del nostro paese e per modificare questo sistema Europa che invece è esattamente agli antipodi rispetto alle esigenze vere dei cittadini. Si andrò a votare ma non nascondo un certo scetticismo, sono datato come te e continuo a vedere troppe ingiustizie sociali, osservo anche i comportamenti dei capi di Stato sui problemi dell’inquinamento e quando per esempio il Presidente Indiano afferma di ridurre le emissioni a partire da dopo il 2050 mi sento ribollire il sangue, e’un comportamento a dir poco irresponsabile oltre che delinquenziale ma cosa ancor più triste e’ vedere che viene comunque ossequiato dalla comunità governativa internazionale, nostra compresa.
    Non sono certo se e quando ci potrà essere una agognata inversione di tendenza ma abbiamo l’obbligo di tentare per dovere principale nei confronti dei nostri figli e delle generazioni che verranno anche se qualcuno ha scritto e condivido che la Giustizia nel senso più ampio ed nobile della parola non è di questo mondo.

    1. Caro Stefano il tuo sogno è anche il sogno mio, delle nostre persone amate, delle persone per bene … di quasi tutta l’umanità, esclusa una minimissuma percentuale, diciamo massimo l’1 %, che controlla la maggior parte del capitale mondiale. Questi hanno un sogno diverso dal nostro. Fanno business con Paesi tipo l’India o la Cina, per citarne solo un paio, dove l’inquinamento e le regole vengono regolarmente disattese … e a noi fanno pagare le conseguenze imponendoci norme restrittive che servono per incrementare i loro sporchi business e sproporzionati guadagni. Però, non dobbiamo abbatterci e, concordo con te, dobbiamo lasciare accesa anche la più piccola fiammella che alimenta la nostra speranza in un cambio di rotta per il dovere che abbiamo per i nostri figli e le generazioni future. La fine dei tempi delle ingiustizie e disuguaglianze è scritta nel nostro destino per volere divino, ma, nell’attesa che si compia, diamo noi una mano al Padreterno provando a contribuire ad una decisa svolta con una nostra azione concreta: approfittiamo di queste elezioni e mandiamo a casa i burocrati di Bruxelles appoggiati dai potenti della finanza che controllano e decidono, usandoci a loro piacimento.

      1. Concordo Umberto totalmente su quello che hai meravigliosamente scritto. L’importante è cominciare ed essere convinti e tenaci nel perseguire l’obiettivo che poi altro non è che il benessere vero dell’intera comunità umana alla quale apparteniamo

  9. Caro Umberto,
    Vogliamo le stesse cose ma chi è in alto, molto in alto vuole solo i profitti e quaggiù le formichine laboriose tentano di costruire una società sostenibile ma basta bruciare un bosco, che arrivi uno tsunami o un caldo infernale e tutto ciò che e stato costruito, quella piccola ma grande comunità, viene quasi totalmente distrutta….
    L’utopia forse è un sogno ma io credo ai sogni…
    Un abbraccio grande grande 🥰

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