MA DOVE STA LA LOGICA DI PISAPIA?

Milano

Milano 21 Marzo – Il cittadino comune tenta di capire Pisapia, le sue logiche, il suo modo di procedere mentalmente, ma poi si arrende. Pisapia vive di una intelligenza talmente al di sopra dei comuni mortali, che diventa difficilissimo spiegare le azioni della sua Giunta, altrettanto fantasiosa e incomprensibile. Perché da una parte esiste una realtà che i cittadini toccano con mano ogni giorno e parlo del degrado ambientale, delle tasse spropositate, della arroganza, di quel birignao molto chic che disdegna le periferie e dall’altra l’inventiva inesauribile con cui amministra Milano. Iniziamo con le interdizioni: secondo la politica arancione se difendi la famiglia sei omofobo, se non condividi la nascita di moschee a gò gò sei islamofobico, se molesti gli insetti sei entomofobico, se ti lamenti dei Rom che regnano indisturbati in ogni dove diventi razzista, se, genericamente, rilevi la mancanza di sicurezza e invochi sorveglianza e autorevole tutela, sei fascista. E l’ideologia continua con un entusiasmo che rasenta il fanatismo, quando in nome dell’ecologia e dell’ambiente si decide l’arcinota Area C, si sprecano soldi per migliaia di biciclette inutilizzate, si predispongono regolamenti del verde che prevedono multe salatissime per chi cattura gli insetti, con il risultato che Milano resta una delle città più inquinate d’Europa. E vogliamo ricordare i menù vegani per i clochard, i badge per i dipendenti trans, i prestampati con genitore 1, genitore 2 e la proposta di cambiare nome alla Galleria e a corso Vittorio Emanuele perché troppe vie dedicate ai Re? Ma la necessità di scendere dalla nuvoletta per riparare le buche delle strade, ad esempio, non è nei suoi pensieri. Basta guardare da un’altra parte e il problema non esiste più. E’, questa, un’arte in cui Pisapia è bravissimo.

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