Cybersicurezza, De Corato (Fdi): «Dopo i supermercati, hacker contro le banche del sangue. Sicurezza informatica è sicurezza nazionale»

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«Dopo gli attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione dei supermercati europei, arriva oggi dalla Francia una notizia ancora più inquietante: gli hacker hanno preso di mira persino le apparecchiature utilizzate per conservare le scorte di sangue e plasma destinate agli ospedali. Fortunatamente i sistemi di allarme hanno consentito di evitare conseguenze sanitarie, ma quanto accaduto rappresenta un segnale che non possiamo assolutamente sottovalutare. Quando un attacco informatico arriva a minacciare le scorte di sangue destinate alle trasfusioni, la cybersicurezza non è più soltanto una questione tecnologica o economica, ma diventa anche una questione di tutela della vita umana.
I fatti di questi giorni confermano quanto ho più volte sostenuto, anche attraverso la recente interrogazione parlamentare presentata per rafforzare la prevenzione e l’informazione sui rischi informatici. La digitalizzazione offre straordinarie opportunità, ma rende anche interconnessi sistemi dai quali dipendono attività e servizi fondamentali. Dai supermercati agli ospedali, dalle imprese alle istituzioni, nessuno può considerarsi al riparo da queste minacce. E l’episodio francese dimostra che anche la vulnerabilità di un fornitore esterno può mettere a rischio strutture e servizi essenziali. Non esiste digitalizzazione senza sicurezza informatica e non può esserci vera innovazione senza un’adeguata protezione dei sistemi digitali.
Il Governo Meloni ha già intrapreso un percorso importante per rafforzare la cybersicurezza nazionale, a partire dalla legge 90 del 2024 e dagli investimenti destinati a sostenere la sicurezza digitale delle imprese. È fondamentale proseguire con determinazione su questa strada, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, strutture sanitarie e operatori economici. Occorre prestare particolare attenzione ai sistemi tecnologici che regolano il funzionamento di infrastrutture e servizi essenziali, prevedendo controlli, aggiornamenti, sistemi di allarme e procedure di emergenza sempre più efficaci.
Ma gli investimenti nelle tecnologie, da soli, non bastano. La vera sfida dei prossimi anni sarà soprattutto quella della formazione delle nuove generazioni. Dobbiamo portare la cultura della sicurezza informatica nelle scuole, negli istituti tecnici e nelle università, formando giovani capaci non soltanto di utilizzare gli strumenti digitali, ma anche di riconoscerne i rischi, prevenire gli attacchi e proteggere le infrastrutture del nostro Paese. Servono competenze specialistiche, consapevolezza e una collaborazione sempre più stretta tra mondo della formazione, istituzioni e imprese.
La sicurezza informatica deve essere considerata una componente imprescindibile della sicurezza nazionale. Proteggere i sistemi digitali significa oggi proteggere le imprese, gli ospedali, i servizi pubblici e, come dimostra il caso francese, potenzialmente anche la vita delle persone. Investire nella cybersicurezza e nell’educazione digitale dei nostri giovani significa investire nella sicurezza e nel futuro dell’Italia».
Lo dichiara Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d’Italia e componente dell’Intergruppo parlamentare per la Sicurezza Informatica e Tecnologica.

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