Il mercato del lavoro nella Città Metropolitana di Milano conferma la propria vivacità, registrando nel corso del 2025 circa 376 mila annunci online pubblicati dalle aziende. Un quadro ampio e articolato, analizzato dal Centro Studi di Assolombarda, che mette in luce una domanda fortemente orientata verso competenze tecniche, manageriali e specialistiche, ma che evidenzia al tempo stesso profonde criticità nel reperimento di determinate figure professionali.
Manager, specialisti e impiegati: dove punta la domanda
L’analisi della domanda di lavoro nell’area metropolitana mostra una netta prevalenza dei ruoli a elevata qualificazione. Manager e specialisti rappresentano infatti il 38% del totale degli annunci pubblicati. Nel dettaglio, le richieste per i soli specialisti ammontano a circa 107.000, mentre quelle rivolte ai profili manageriali si attestano intorno alle 38.000 unità.
Subito dopo si collocano le figure esecutive — che includono impiegati d’ufficio e profili commerciali — con circa 88.000 annunci (il 24% del totale). I tecnici coprono il 17% della domanda, seguiti dagli operai specializzati e conduttori di impianti al 10%, mentre il personale non qualificato si attesta all’11%. All’interno di questo panorama si distinguono diverse specificità territoriali: mentre a Milano città gli analisti di sistema hanno superato gli 11.000 annunci nel 2025, in aree come il Sud Est metropolitano emergono con forza le richieste di specialisti di marketing. Tra le altre figure ricorrenti figurano dirigenti della ricerca e sviluppo, addetti amministrativi e aiuto contabili.
Il nodo dei tecnici e degli operai specializzati: i profili introvabili
Il vero tallone d’Achille per le imprese milanesi non è la carenza di candidature in assoluto, quanto la difficoltà nel trovare profili adeguati alle richieste. Nel 2025, il disallineamento tra domanda e offerta ha toccato percentuali molto elevate: il 54,9% delle ricerche di operai specializzati e conduttori di impianti si è rivelato di difficile reperimento, una percentuale salita al 52,2% per quanto riguarda i tecnici.
Le maggiori criticità si concentrano nel settore dell’ingegneria, nella gestione dei processi produttivi, nei ruoli di tecnici della salute e nel comparto informatico. Sul fronte della manifattura e dell’artigianato avanzato, le aziende segnalano una cronica carenza di fabbri, manutentori di macchinari e saldatori. Anche il mondo digitale risente di queste tensioni, registrando fortissime percentuali di candidati introvabili o non in linea con i requisiti per ruoli chiave come specialisti di database e progettisti di applicazioni.
Commercio, servizi e le richieste del primo semestre 2026
Accanto all’alta specializzazione, il settore del commercio e dei servizi mantiene una centralità fondamentale. Addetti alle vendite, assistenti, personale d’accoglienza, contabili e addetti di segreteria continuano a essere ricercati in modo capillare, con una maggiore concentrazione di annunci in zone come Adda Martesana, Nord Ovest e Sud Ovest.
Uno sguardo più recente, riferito al primo semestre 2026 e basato sulle richieste delle agenzie per il lavoro nell’area di Assolombarda (che comprende anche Monza Brianza, Pavia e Lodi), evidenzia una distribuzione leggermente diversa a causa del perimetro allargato: in testa ci sono gli addetti al commercio (28,6%), seguiti dal personale non qualificato (19,2%) e dai tecnici (15,3%), a cui si aggiungono conduttori di impianti, impiegati esecutivi e operai specializzati.
Le competenze chiave e il divario formativo
Le caratteristiche dell’economia milanese — fortemente internazionale e imperniata sui servizi avanzati e sulla manifattura di eccellenza — dettano anche le competenze trasversali e tecniche imprescindibili. Tra i requisiti più menzionati dalle aziende figurano la conoscenza della lingua inglese, la padronanza degli strumenti digitali, la capacità di interpretare o realizzare disegni tecnici e meccanici, e buone doti di comunicazione efficace.
Nel complesso, il mercato offre opportunità diversificate ma lancia un segnale chiaro: la difficoltà nel reperire tecnici e operai qualificati conferma la necessità urgente di rinsaldare il legame tra i percorsi formativi scolastici, universitari o professionali e i reali fabbisogni del sistema produttivo territoriale.
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