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Case popolari senza riscaldamento: la caldaia si blocca, gli inquilini aspettano

Milano

La caldaia ferma da due giorni e mezzo, la temperatura negli appartamenti che continua a scendere e una richiesta di intervento che si perde tra segnalazioni, solleciti e competenze. È la situazione denunciata da un residente in un messaggio indirizzato a Franco Vassallo, responsabile Casa di Noi Moderati Milano. Una testimonianza esasperata, che riporta al centro un problema concreto: ottenere il ripristino del riscaldamento senza dover affrontare una corsa a ostacoli.

Secondo il racconto dell’inquilino, il guasto si inserisce in una situazione che si ripete ogni anno. Questa volta, a rendere ancora più difficile la soluzione, ci sarebbe la richiesta di raggiungere un numero minimo di segnalazioni prima dell’intervento. Un requisito che il residente riferisce di essersi sentito opporre da un tecnico di MM e che, in uno stabile abitato anche da persone anziane, rischia di trasformarsi in un ostacolo insuperabile.

Il punto è proprio questo. Non tutti sono nelle condizioni di restare a lungo in attesa al numero verde. Il residente parla di attese di quaranta o cinquanta minuti e sostiene che, in precedenza, gli fosse stato assicurato che la sua segnalazione sarebbe stata sufficiente. Nel messaggio precisa inoltre che anche altri inquilini avrebbero chiamato per denunciare il problema.

Nel frattempo, la ditta incaricata della manutenzione della caldaia, sempre secondo la testimonianza, avrebbe spiegato di non poter intervenire senza una segnalazione da parte di MM. Da una parte, dunque, gli abitanti che chiedono di riaccendere il riscaldamento; dall’altra, una procedura che sembra non arrivare mai al passaggio decisivo. Neppure il coinvolgimento del custode e i ripetuti solleciti avrebbero consentito, al momento dell’audio, di sbloccare la situazione.

L’appello rivolto a Vassallo nasce da questa esasperazione. Non dalla pretesa di ottenere un trattamento di favore, ma dalla necessità di avere una risposta su un servizio essenziale. Il residente descrive freddo, umidità e una temperatura domestica in progressiva diminuzione: condizioni che pesano soprattutto sulle persone più fragili e che non possono essere affrontate limitandosi a registrare l’ennesimo sollecito.

La segnalazione richiede una verifica puntuale da parte del gestore. Quando è stato comunicato il blocco, quali interventi sono stati disposti e per quale ragione gli abitanti riferiscono un’attesa di giorni. Va chiarito anche se esista davvero una soglia minima di chiamate e, in tal caso, come venga gestita quando il malfunzionamento riguarda un impianto comune.

La qualità della gestione delle case popolari si misura anche qui, nella capacità di intervenire quando un impianto si ferma. Gli inquilini non possono diventare gli intermediari tra gestore e manutentore, né gli anziani possono essere costretti a moltiplicare le telefonate per rendere visibile un guasto. Servono responsabilità chiare, tempi di intervento e una risposta concreta a chi, dentro quelle case, sta aspettando che torni il caldo.

3 thoughts on “Case popolari senza riscaldamento: la caldaia si blocca, gli inquilini aspettano”

  1. Che personaggi degenerati ci sono in mm. Ho come l’impressione che talvolta si nasconda anche del sadismo… L’assessore della casa mi pare anche lui un bel po’ menefreghista visto che continuano a persistere problematiche gravi su doveri primari nei confronti degli inquilini. Si devono vergognare.

  2. Io e da febbraio che ho chiesto un intervento per levare la barriera architettonica che mi impedisce alzare la carrozzina disabile per entrare avendo una cuffia dei rotatoria rotta il peso disabile e carrozzina per me porta tantissimo dolore alla rottura della stessa ma mm fa orecchie da mercante difronte hai problemi anche quelli più importanti via Pastrengo 1 abito solleciti non li calcolano neanche se lo faccio io prendo la multa che devo fare??? Tenermi il dolore???

  3. Non riesco a capire che tipo di calore è giusto che ci debba essere negli appartamenti, tenendo presente che i piani terreno senza cantine sono sempre , più freddi. E le fasce orarie di erogazione.

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