Indagini a Milano su Youssef Siher e la moglie Sagia: le chat dell’odio e i sospetti di legami con Hamas

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“Le leggi non ci hanno fermato, i blindati non ci fermeranno”. Sono frasi dal tono inequivocabile quelle emerse dai canali digitali e scovate dagli investigatori della Polizia di Stato. Al centro dell’inchiesta ci sono Youssef Siher, ricercatore trentenne di seconda generazione, e sua moglie Sagia Hammoud, trentaduenne di origini libanesi e mediatrice interculturale. Per la Procura di Milano sono loro i veri registi e organizzatori delle devastazioni che hanno messo a ferro e fuoco il centro della città lo scorso 17 e 18 ottobre.

Le chat e le indicazioni operative

All’interno delle chat del gruppo Telegram “Movimento 17 ottobre” — capace di raccogliere quasi 9.500 membri — e dell’omonimo profilo Instagram da oltre 48mila follower, venivano veicolati messaggi di aperta istigazione alla violenza e alla guerriglia urbana. Gli inquirenti hanno individuato schemi precisi, indicazioni sugli obiettivi istituzionali da colpire, tattiche per scontrarsi con le forze dell’ordine e consigli pratici per rendersi irreperibili subito dopo aver agito. Secondo quanto accertato, la particolarità del canale risiedeva nel fatto che soltanto la coppia aveva i permessi di scrittura, potendo così pilotare in modo centralizzato la comunicazione verso un bacino potenziale di circa 150mila utenti complessivi tra le varie piattaforme, comprese le direttive destinate ad altre otto città bloccate in extremis dall’intervento della Digos e della Polizia Postale.

La rete di contatti e i sospetti sui finanziamenti

Per Siher e per la moglie, fermata e indagata in concorso, le accuse formali comprendono l’istigazione a delinquere e la violenza organizzata in occasione di manifestazioni pubbliche, aggravate dal contesto eversivo e dal panico generato nei confronti di attività commerciali e cittadini. Adesso il lavoro degli inquirenti si sposta sull’analisi minuziosa dei dispositivi informatici sequestrati per mappare l’intera rete di fiancheggiatori e contatti. Nel frattempo, la Procura di Genova sta verificando la presenza di eventuali punti di contatto tra Siher e i soggetti coinvolti nella recente inchiesta della Dda ligure su una rete di associazioni benefiche sospettate di convogliare finanziamenti illeciti ad Hamas.

Il profilo della coppia

La rete investigativa ha permesso di rintracciare Siher proprio grazie al telefono della moglie: l’uomo aveva infatti scelto di spegnere il proprio cellulare per rendersi irrintracciabile, ma la posizione della donna ha consentito agli operatori di individuarli. La coppia, convolata a nozze lo scorso settembre, vive nel Milanese nonostante le diverse residenze anagrafiche registrate tra Mazzano, nel bresciano, e Como, città d’origine della trentaduenne.

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