Il vero danno è il clima di guerriglia urbana

Fabrizio c'è Ultime Notizie
Il danno maggiore fatto dai teppisti la settimana scorsa non sono i furti e i danneggiamenti ai negozi. Sono il ritorno al clima cupo degli anni ’70, quando ogni fine settimana bisognava evitare di uscire per non imbattersi in incidenti e tafferugli quando non in proiettili vaganti.
E in effetti sta montando una psicosi per cui girano sui social e sulle chat le notizie più disparate e purtroppo la protesta, non avendo né una precisa ideologia alle spalle  né organizzazioni gerarchiche, può dare vita ad azioni  imprevedibili e illeggibili prima.
Se anche le forze dell’ordine, opportunamente rafforzate dal Governo,  potranno, auguriamoci, limitare i danni materiali di questi teppisti,  non potranno evitarci lo stillicidio di allarmi veri e falsi tipico di moti di guerriglia urbana.
Bisogna proprio ringraziare chi, per mero calcolo politico, ci ha cacciato in questa specie di “intifada” nelle citàa italiane ed europee.  Dobbiamo ringraziare chi si ostina a dare a una lettura politica e una giustificazione sociologica al tirare i sassi e a cercare distruzione e scontri con gli agenti. Se si ascoltassero veramente i ragazzini che hanno dato vita agli scontri emergerebbe che nessuno di loro ha reali problemi di diritto allo studio o di prospettive di lavoro per la semplice ragione che non sono queste le loro aspirazioni. Sono ragazzi che sognano di diventare trapper miliardari senza far fatica e che piuttosto che lavorare finiranno per fare i  pusher o i componenti di bande di rapinatori seriali di loro coetanei
Sbaglia di grosso chi, ripeto per calcolo politico, gli vuole dare una rappresentanza politica che non hanno, chi li vuol far sembrare i Robin Hood di una intera generazione di giovani. Giovani, di ogni etnia,  che oggi  nella stragrande maggioranza studiano e affrontano tutte le difficoltà del lavoro di questa epoca e rispondono al carovita o al caro affitti facendosi un mazzo cosi.
Qualcuno, per rimpinguare le file di gruppi protestatari come i propal o i  no global li vuole arruolare come avanguardie rivoluzionarie, ma loro sono interessati a giocare a guardie e ladri con la polizia, a emulare le violenze che vedono sui social, al più a conquistarsi senza pagare abbigliamento griffati.
Proprio dei geni questi ispiratori e speculatori  politici di una violenza che non ha obiettivi e idee politiche. Grazie a loro, oltre al caro vita e al caro energia che attanagliano oggi un mondo pieno di guerre, ci beccheremo pure la contrazione della vita sociale, dei consumi e del turismo che queste rivolte provocheranno a  Milano, complicando ulteriormente le prospettive economiche e di lavoro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.