Opinionisti e alcuni politici di centro destra sono convinti che la discesa in campo di Calabresi abbia chiuso i giochi per la partita del Sindaco. Non è cosi.
A sinistra ci sono da sistemare molte partite: quella fra PD nazionale e Sala che vuole un posto blindato al Senato se no molla il Comune prima di approvare gli ultimi provvedimenti; quella tra Sala e il suo ex assessore Majorino che lo accusa di aver cementificato Milano.
C’è poi la questione più esplosiva: tutta la sinistra vuole smarcarsi dalla Giunta Sala e dai suoi pessimi risultati di 10 anni. Lo stesso PD non ci sta a dire che tutto funziona e che non c’è da cambiare nulla. E’ evidente che su questioni cruciali come la casa, il trasporto pubblico e i servizi sociali (tutti gestiti da assessori PD) sarebbe politicamente più pagante annunciare rivoluzioni e nuove iniziative piuttosto che “vendere” una realtà piuttosto deludente.
Infine c’è la questione primarie. Se non si fanno, chi glielo spiega a tutti coloro che si sono già candidati mobilitando squadre, comunicatori, comitati? Se si fanno le primarie però bisogna aspettare Febbraio per avere il candidato Sindaco. E in questo lasso di tempo sarà una gara a chi spara le idee più di sinistra e più irrealizzabili per portare a casa i voti del popolo di sinistra, sempre meno moderato e riformista in tutto il mondo e soprattutto nelle grandi città. Un assaggio di questo è la proposta di Majorino e Pacini di accettare solo candidati con patentino Pro Pal !
Poniamo infine che la Schlein riesca a imporre a tutti e subito Mario Calabresi. Costui è un bravo giornalista e scrittore, figlio di un servitore dello Stato ucciso da terroristi rossi, ma non è detto che sia un buon politico, cioè che sappia tenere insieme i tanti scontenti e le tante anime di sinistra. Non è detto che sia un buon candidato che regga le asprezze, i ritmi, le semplificazioni di una campagna elettorale. Infine non è detto che piaccia ai milanesi un Sindaco le cui iniziative imprenditoriali sono fortemente indebitate con le banche e con bilanci operativi in perdita. Per intanto Calabresi ha incassato l’appoggio di Renzi che equivale al bacio della morte per il popolo del PD e sinistra radicale.
Insomma la partita di Milano è tutta da giocare per un centrodestra che sappia convergere in fretta su un candidato serio, affidabile come amministratore e non divisivo.
Se il centrodestra saprà concentrarsi sui problemi e le risposte per Milano può interpretare la voglia di cambiamento che dopo 15 anni di sinistra si respira in città.

Fabrizio De Pasquale ha 60 anni, è sposato, padre di 2 figli e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche, è stato Capo ufficio stampa di varie aziende e del Ministero dei Beni Culturali. Ha lavorato per RAI ed Expo2015 e per un centro media. E’ stato per 24 anni Consigliere e poi Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Conosce bene Milano ma non smette mai di scoprire i problemi e le eccellenze che la metropoli produce ogni giorno. E’ Direttore e amministratore di Milanopost dal 2014 e crede nel ruolo dell’informazione locale per migliorare la città e i suoi abitanti.