Comune di Milano: promesse da 15 milioni e cantieri fantasma, il fallimento di via Barzoni tra degrado e amianto

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Dovevano esserci la riqualificazione, i fondi del Pnrr e la rinascita di un intero complesso residenziale. Ci sono solo macerie burocratiche, ritardi inaccettabili e 30 famiglie costrette a vivere in alloggi fatiscenti. Il piano da 15 milioni di euro per il complesso popolare di via Barzoni 11, sbandierato a più riprese dal Comune di Milano, si è trasformato nell’ennesima parabola di inefficienza e promesse disattese.

Mentre le carte restano bloccate sugli scranni e le scadenze slittano nel dimenticatoio, gli abitanti della zona Corvetto/Porto di Mare continuano a convivere quotidianamente con infiltrazioni d’acqua, colonie di muffa sui muri e persino la presenza di amianto e topi. L’accordo prevedeva la demolizione dei vecchi stabili e la creazione di nuovi alloggi; ad oggi, invece, non si è visto neppure un piccone. Nel frattempo, i residenti chiedono inutilmente interventi d’urgenza a MM per rendere almeno vivibili stanze ormai ammalorate. La questione è approdata ancora una volta in consiglio comunale, accompagnata dalle proteste di una delegazione del quartiere.

Fondi bloccati e commissioni mai convocate

Nel dibattito d’aula non sono mancate le accuse frontali. Il capogruppo della Lega Alessandro Verri ha attaccato la giunta per l’inerzia con cui sta gestendo il dossier: impegni assunti e regolarmente disattesi a scapito di cittadini lasciati a se stessi, nonostante sulla carta vi sia un finanziamento dell’Unione Europea di oltre 7 milioni. Viene denunciata inoltre una totale assenza di dialogo e trasparenza, con la richiesta di una commissione dedicata inoltrata da mesi e sistematicamente ignorata.

Il miraggio del restyling con il Pnrr

L’origine dell’ennesima illusione risale al 2023, quando Palazzo Marino ha ottenuto un finanziamento del Comitato interministeriale per la programmazione economica. L’operazione da 15 milioni (equamente divisi tra Pnrr e casse comunali) prevedeva un piano ambizioso: abbattere le sei stecche esistenti per far posto a palazzine di 4-6 piani con 60 appartamenti, il tutto attraverso una partnership con uno sviluppatore privato. Un’architettura finanziaria luccicante che nei fatti si è rivelata un guscio vuoto.

Demolizioni mai iniziate e scadenze saltate

Nonostante i proclami che assicuravano l’avvio dei cantieri in tempi brevi e la chiusura dei lavori entro la metà del 2027, la realtà dei fatti smentisce clamorosamente le tabelle di marcia. Le operazioni di abbattimento progressivo, concepite per evitare di deportare altrove le 40 famiglie rimaste, non sono mai partite. Il cronoprogramma è del tutto saltato, lasciando il quartiere sospeso in un limbo senza risposte né certezze.

Un quarto di secolo di abbandono

La vicenda di via Barzoni 11 è il ritratto di un fallimento sistemico che dura da decenni. Costruiti nel secondo dopoguerra per offrire un tetto agli sfollati, questi edifici non vedono interventi significativi dal lontano 2002. Dichiarati ormai “a fine vita” per totale inadeguatezza energetica e presenza di amianto sui tetti, gli stabili sono stati oggetto di vari esperimenti sulla carta: prima tentativi di demolizione calati dall’alto nel 2009, poi progetti di ristrutturazione “sartoriale” ideati con il Politecnico e infine bandi regionali mai realizzati. In oltre vent’anni di progetti, commissioni, annunci ed elargizioni di fondi, l’unica costante resta l’abbandono in cui sono stati lasciati i cittadini.

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