I musei di Milano aprono le porte a un gruppo di bambine e bambini tra i 6 e gli 11 anni, chiamati non soltanto a osservare le collezioni, ma a interpretarle, discuterle e ripensarle con lo sguardo dei designer. È in corso questa settimana il campus “Per fare un museo. Piccoli designer vivono, interpretano e ripensano il museo”, progetto educativo promosso da Fondazione Asilo Mariuccia ETS nell’ambito del bando “Cultura diffusa” 2025 di Fondazione Cariplo.
Il percorso coinvolge complessivamente 40 bambini, provenienti da contesti di fragilità socio-economica. Ogni giornata alterna visite guidate in alcuni dei principali luoghi della cultura milanese – Fondazione Prada, Museo del Novecento, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci e MUDEC – ad attività pratiche presso il Junior Design Lab dell’ADI Design Museum, condotte con professionisti del settore. Dall’osservazione degli spazi alla costruzione di un’idea, fino alla prototipazione: il campus culmina nella proposta di un museo immaginato direttamente dai bambini, più vivo, accessibile e capace di rappresentarli.
Paola Zucchelli, educatrice di Fondazione Asilo Mariuccia, racconta: “Alcuni bambini non sono mai stati in un museo. Vedere la meraviglia nei loro occhi e ascoltare le loro domande, anche su cose che per noi sembrano scontate, è una delle esperienze più belle del campus e mi conferma quanto sia importante offrire loro questa opportunità. Gli addetti alla sicurezza di alcuni musei sono sinceramente stupiti e si complimentano per il modo in cui i bambini vivono gli spazi. Pur essendo un gruppo numeroso ed eterogeneo, riescono a rispettare le regole, a muoversi con attenzione e a sentirsi pienamente a loro agio: qualcosa di molto diverso da ciò che vedono abitualmente con le classi scolastiche o con i bambini accompagnati dai genitori”.
A rendere possibile questo passaggio dalla scoperta alla partecipazione è il lavoro delle educatrici di Fondazione Asilo Mariuccia e Fondazione Libellula Impresa Sociale. Accompagnano i bambini sui mezzi pubblici, mediano l’incontro con spazi e operatori culturali e trasformano anche gli spostamenti in parte del percorso. Tra gli strumenti ideati per il campus ci sono le “pillole video”, brevi contenuti mostrati durante i tragitti per preparare la visita, e il “Fantamuseo”, un gioco a punti che accompagna il gruppo e alimenta l’attesa.
“Sono strumenti semplici, ma rendono i trasferimenti più sereni e aiutano i bambini ad anticipare e comprendere l’esperienza. La partecipazione diretta del personale educativo alla progettazione rende il percorso più fluido e positivo, sia per i bambini sia per gli operatori”,chiarisce Zucchelli a Radio Lombardia
L’obiettivo è contrastare la povertà educativa offrendo un’esperienza culturale di qualità che, per molti partecipanti, non appartiene alla quotidianità. Arte e design diventano così strumenti per allenare curiosità, pensiero critico, autonomia e collaborazione, ma anche per rafforzare autostima e capacità espressive.
Il progetto si inserisce nell’impegno che Fondazione Asilo Mariuccia porta avanti dal 1902 al fianco di donne, bambini e adolescenti in situazioni di vulnerabilità. Un lavoro che unisce accoglienza, protezione e percorsi verso l’autonomia alla costruzione di opportunità educative capaci di ampliare orizzonti e possibilità: perché entrare per la prima volta in un museo possa diventare anche un modo nuovo di immaginare il proprio futuro.
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