Corsie preferenziali o percorsi ad ostacoli? La viabilità secondo la Giunta Sala

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Mettete insieme mesi di cantieri, chilometri di rassegnata pazienza e la solita promessa di un futuro stradale migliore, per poi scoprirvi incastrati in un percorso ad ostacoli dal sapore surreale. Succede a Milano, dove l’ultimo cantiere stradale sembra aver partorito un’opera d’arte contemporanea: una struttura metallica piantata senza troppi complimenti al centro della carreggiata.

Di norma, quando l’amministrazione apre un cantiere, il patto implicito con la cittadinanza prevede un disagio temporaneo a fronte di un beneficio futuro. Con questo spirito di sofferta collaborazione, chi viaggia nell’area tra i piazzali Zavattari e Stuparich si è messo in coda per mesi, accettando strozzature e rallentamenti continui per consentire il prolungamento della preferenziale della filovia. Il ragionamento era lineare: si soffre oggi per velocizzare i bus e liberare il traffico domani.

Peccato che, una volta rimosse le protezioni principali, la realtà abbia spazzato via le aspettative.

Dallo slalom di Viale Elia all’incrocio trappola di Piazzale Lotto

Chi sperava in un rientro alla normalità si è trovato di fronte a uno scenario bizzarro. L’avvicinamento al traguardo parte già male lungo Viale Elia: nel tratto verso Piazzale Lotto sopravvive uno scavo misterioso che dimezza lo spazio di scorrimento, costringendo i veicoli a un collo di bottiglia permanente senza alcuna spiegazione logica.

Ma la vera perla dell’ingegneria cittadina attende i guidatori al semaforo successivo. Proprio nella traiettoria naturale di chi deve girare a destra, svetta un traliccio destinato ai cavi aerei del filobus. Un ingombro verticale posizionato nel pieno della pista d’asfalto, attualmente circondato da transenne d’emergenza che rendono il panorama ancora più grottesco.

Invece di piantare la struttura sul marciapiede, si è preferito piazzarla in mezzo alla strada. Con ogni probabilità, la soluzione futura consisterà nell’allargare il camminamento pedonale per inglobare il traliccio, cancellando così per sempre una corsia di svolta scorrevole.

Un imbuto strategico nel cuore dei grandi eventi

Realizzare una simile strozzatura in quel punto specifico dimostra una discutibile conoscenza dei flussi urbani. L’arteria di Piazzale Lotto non è una via secondaria, ma una cerniera fondamentale per raggiungere la zona sportiva di San Siro, l’ippodromo e i raccordi che portano fuori città.

Stiamo parlando di un settore cittadino investito regolarmente da flussi enormi per le sfide di Serie A e per i grandi concerti estivi. Intasare appositamente uno degli assi viari principali destinati a far defluire decine di migliaia di persone significa creare a tavolino una paralisi garantita.

La mobilità privata vista come un errore da punire

Il sospetto è che dietro a queste scelte non ci sia una svista della progettazione, ma una precisa impostazione ideologica. Ogni intervento stradale sembra dover necessariamente penalizzare chi si sposta su quattro ruote, trasformando la circolazione privata in un percorso di guerra irto di trabocchetti.

Il messaggio lanciato a chi guida appare chiarissimo: muoversi in autonomia è una colpa da pagare con code, stress e manovre d’emergenza. E se qualche automobilista disattento rischierà di centrare in pieno un traliccio spuntato dal nulla, la risposta implicita dell’amministrazione sembra già scritta: peggio per lui che si ostina a considerare Milano una città percorribile.

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