Un’altra notte senza pace per i residenti di via Celentano e via Madre Picco. Nonostante le ripetute segnalazioni, le richieste di controlli e l’installazione di una videocamera proprio in via Picco, la situazione denunciata dagli abitanti continua a peggiorare. L’ultimo episodio si sarebbe protratto dalle 23 fino alle quattro del mattino, tra schiamazzi, automobili parcheggiate ovunque e un continuo passaggio di moto e monopattini.
Il problema, infatti, non è più circoscritto davanti al Bar Celentano. Durante la notte i gruppi si sarebbero distribuiti anche lungo via Mario Picco, la strada situata in mezzo alla zona interessata dal fenomeno e nella quale è stata montata la videocamera. Una dispersione che rende più difficile controllare quanto accade e che finisce per coinvolgere un numero ancora maggiore di abitazioni.
Secondo quanto riferito dai residenti, il culmine sarebbe stato raggiunto intorno alle due, quando la musica rap a volume molto elevato avrebbe svegliato interi condomini. La musica non proverrebbe soltanto dal locale: alcuni automobilisti parcheggerebbero lungo via Celentano e via Picco lasciando aperte le portiere delle vetture e mantenendo gli impianti stereo accesi ad alto volume. Veri e propri concerti improvvisati in strada, in piena notte e sotto le finestre di chi cerca di dormire.
A quel punto uno degli abitanti ha contattato la Polizia Locale alle 2.08, ricevendo la rassicurazione che sarebbe stata inviata una pattuglia. Alle 4.04, tuttavia, secondo la testimonianza raccolta, nessuno era ancora arrivato e il locale risultava aperto. Una lunga attesa che ha ulteriormente esasperato chi da settimane denuncia notti segnate da rumori, bivacchi e problemi di ordine pubblico.
A rendere ancora più grave il quadro è il rimpallo di competenze lamentato dai cittadini. La Polizia Locale avrebbe suggerito di rivolgersi al 112, mentre in precedenti occasioni gli operatori del numero unico di emergenza avrebbero ricondotto questo genere di interventi alla competenza della Polizia Locale. Un corto circuito che lascia i residenti soli mentre il disturbo continua.
«Siamo stati presi in ostaggio dalle undici di sera fino a notte fonda, con la musica a tutto volume alle due e le forze dell’ordine che si rimpallano la responsabilità dell’intervento. Adesso i gruppi si spargono anche lungo via Picco e la musica arriva dalle automobili parcheggiate con le portiere spalancate. Non si può più parlare di semplice movida o di diritto al lavoro. Qui si parla di continue violazioni e dell’assenza di una risposta concreta da parte delle istituzioni», denuncia un abitante della zona.
Dopo le precedenti segnalazioni sugli schiamazzi protratti fino alle quattro, sulla prostituzione e sulle esplosioni avvertite durante la notte, forse provocate da petardi, la pazienza del quartiere sembra definitivamente esaurita. La videocamera installata in via Mario Picco non appare sufficiente a controllare un fenomeno che si sposta lungo più strade. Servono quindi ulteriori dispositivi oppure un presidio più frequente e coordinato delle forze dell’ordine.
La richiesta dei residenti è ora rivolta direttamente al Comune e al Prefetto: verificare le condizioni per adottare provvedimenti effettivi nei confronti del locale, compresa la sospensione della licenza. L’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza consente al questore di sospendere la licenza quando un esercizio costituisca un pericolo per l’ordine pubblico o per la sicurezza dei cittadini; la revoca può essere disposta in caso di ripetizione dei fatti che abbiano già determinato una sospensione.
«Adesso basta. Non servono altri controlli occasionali, che risolvono il problema per una sera e poi lasciano tutto come prima. Se le violazioni saranno accertate, si proceda con le sanzioni previste e, ricorrendone i presupposti, con la sospensione della licenza. Chi vive in via Celentano e in via Picco ha diritto a dormire e a sentirsi tutelato».
La vicenda non può più essere liquidata come una normale conseguenza della vita notturna milanese. Quando le chiamate restano senza seguito, le pattuglie non arrivano e la musica si trasferisce dal locale alle automobili parcheggiate nelle strade vicine, il problema non riguarda più soltanto un bar. Riguarda la capacità delle istituzioni di far rispettare le regole e di garantire il riposo e la sicurezza di un intero quartiere.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.