Milano, il piano strategico e programmatico di Antonio Civita, possibile candidato del Centrodestra

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Antonio Civita candidato sindaco per il centrodestra a Milano? Possibile, anzi auspicabile per il pragmatismo dimostrato da subito presentando un percorso-programma aperto, nato dal contributo progettuale di Rete Popolare e sviluppato attraverso il confronto con stakeholder, società civile e tavoli tematici. Con la visione di personalità del mondo associativo, del mondo accademico, professionisti, imprenditori, e comuni cittadini. I tavoli stanno continuamente aggiornando i lavoro e sono stati pensati per coinvolgere competenze, esperienze e sensibilità diverse di Milano

“Insieme” la parola chiave esprime l’umanità intenzionale di Civita.

E illustra il programma “Il sogno che guida questo programma è semplice da pronunciare e impegnativo da realizzare: fare di Milano la città più vivibile del mondo, capace di trasformare la propria forza economica, la propria attrattività e la propria capacità di innovare in qualità della vita concreta, diffusa e duratura per chi la abita.

Milano negli ultimi vent’anni ha ottenuto risultati straordinari. Attrae lavoro, investimenti, studenti, talenti ed eventi internazionali. Ma chi la vive ogni giorno conosce anche un’altra Milano: quella in cui trovare casa è sempre più difficile, i giovani rischiano di essere espulsi dalla città, un posto al nido sembra una lotteria, gli spostamenti sottraggono tempo alla vita, la sicurezza non è garantita in ogni quartiere e troppe persone, di ogni età, vivono una condizione di solitudine.

Noi non vogliamo fermare la crescita di Milano, tutt’altro. Vogliamo fare in modo che questa crescita migliori concretamente la vita delle persone e permetta a chi arriva in città non soltanto di lavorare o studiare, ma di restare, costruire relazioni, mettere su famiglia e sentirsi parte di una comunità. Solo così Milano potrà continuare a crescere: coinvolgendo l’intera città e dando valore alle diverse realtà che la abitano e la fanno vivere.

Per questo il programma mette al centro due parole: persona e comunità. La persona, perché ogni scelta deve essere valutata partendo dal suo impatto sulla vita reale: il tempo restituito, l’accesso alla casa e ai servizi, la sicurezza, il lavoro, la qualità degli spazi, la possibilità di crescere e realizzarsi. La comunità, nessuna amministrazione comunale può rispondere da solo a tutti i bisogni e nessuna città può essere lasciata soltanto al mercato.

Milano possiede una rete straordinaria di imprese, scuole, università, parrocchie, oratori, cooperative, associazioni e comitati di quartiere. Un’amministrazione seria non sostituisce questa rete: la riconosce, la sostiene e la considera un’alleata nella costruzione del bene comune.

Il nostro metodo è pragmatico: ascolto della realtà, competenza, innovazione utile e risultati verificabili. Ogni impegno dovrà avere tempi, responsabilità e indicatori pubblici. La tecnologia e i dati dovranno semplificare la vita, non alimentare nuovi annunci. Milano dovrà tornare a misurarsi non solo sulle opere progettate, ma su quelle effettivamente realizzate. Il programma è organizzato attorno a nove dimensioni della vita quotidiana:

Abitare a Milano Il costo della casa rende Milano una città escludente: serve un Comune che entri nel rischio, non solo che regoli. Tre proposte principali: Fondo Milano Casa, Piano case popolari, filiera abitativa per i giovani.

Muoversi a Milano Milano si muove più lentamente di quanto potrebbe, e oltre la tangenziale la città si ferma alle 23: bisogna far funzionare meglio le infrastrutture esistenti e rafforzarle. Tre proposte principali: tram veloci a corsie protette, piano quinquennale per la manutenzione del manto stradale, possibilità di muoversi 24 ore su 24 e coordinamento con tutta l’area metropolitana .

Essere accolti a Milano

La sicurezza vera si costruisce con scuola, lingua e lavoro, non solo con più volanti. Chi lo fa abbatte la recidiva dal 70% all’8%, aumentando la sicurezza. Tre proposte principali: Patto per l’italiano, vigili di prossimità e sportello unico di tutela per le vittime di violenza.

Vivere Milano

Milano ha un’offerta culturale e sportiva straordinaria, ma pensata per chi è già dentro: non basta produrla, bisogna renderla accessibile a tutti. Tre proposte principali: Milano Card Residenti, porta unica della cultura civica, regolamento vita notturna.

Crescere a Milano

A Milano un figlio va in lista d’attesa prima di nascere, e un anziano rischia di stare da solo a lungo: due solitudini a cui rispondere insieme. Tre proposte principali: Patto Milano per i nidi, cohousing intergenerazionale, Pensione attiva.

Studiare a Milano

Milano è la città del sapere, ma non tutte le sue scuole sono sicure e non tutti i suoi ragazzi trovano un futuro: si parte dalla sicurezza, senza lasciare indietro nessuno. Tre proposte principali: piano straordinario sicurezza scolastica, Piano ITS Milano, patto scuole-quartieri contro la dispersione.

Lavorare a Milano

Milano produce il 10% del PIL italiano, ma rischia di perdere talenti, spazi produttivi e fiducia fiscale se non li protegge. Tre proposte principali: patto fiscale, protezione della manifattura urbana, eredità olimpica per i quartieri.

Curarsi a Milano

La sanità, in gran parte, non è competenza comunale, ma il Comune può fare la differenza dove nessuno guarda: salute mentale dei giovani, disabilità, presenza sanitaria nei quartieri sguarniti. Tre proposte principali: piano salute mentale giovani, sblocco del sistema disabilità, medici nei quartieri.

Amministrare Milano

Un buon programma senza una buona macchina è carta: Milano promette investimenti che non riesce a realizzare e tratta i suoi partner come fornitori. Tre proposte principali: cruscotto “Milano che realizza”, Patto Comune-Terzo Settore, porta unica digitale.

Milano, inoltre, non finisce ai propri confini amministrativi. Casa, mobilità, lavoro, università, sanità e servizi alle famiglie richiedono una vera regia metropolitana. L’amministrazione cittadina dovrà assumersi anche questa responsabilità.

Il programma completo raccoglie oltre 150 proposte ed è ancora un cantiere aperto. Non chiediamo ai milanesi soltanto di leggerlo, ma di metterlo alla prova, correggerlo e arricchirlo. Scrivici. Suggerisci. Partecipa. Perché Milano può continuare a crescere senza diventare una città per pochi. Può essere una città in cui si arriva, si vive e si resta. Una città più accessibile, sicura, bella e capace di restituire tempo alle persone. Una Milano per tutti, costruita insieme.”

1 thought on “Milano, il piano strategico e programmatico di Antonio Civita, possibile candidato del Centrodestra

  1. Siamo sicuri che è candidato per il centrodestra???
    Già che ha menzionato il termine ‘comunità’ a me fa storcere il naso. Non noto comunque nessuna correzione e volontà di cambio di rotta rispetto al disastro precedente ed attuale ma una sorta di implementazione di quanto è stato fatto fino ad ora da questa giuntaglia. Un cambio di rotta deve essere coraggioso. Piedi per terra e meno parole ideologiche che richiamano l’alito dei sinistrodi.
    A me, purtroppo, non convince affatto.

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