Il Comune di Milano torna in possesso di 170 appartamenti alienati fra il 2007 e il 2010 dall’allora Amministrazione comunale guidata dal sindaco Letizia Moratti. Insieme a questi rientrano nel patrimonio del Comune 39 immobili a servizi. Lo stabilisce la delibera proposta ieri dall’assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa. Emmanuel Conte, e approvata dalla giunta comunale. Con il provvedimento il Comune di Milano completa la liquidazione dei Fondi immobiliari Comune di Milano I e II e riporta sotto il proprio controllo diretto i beni ancora presenti nei due portafogli gestiti da Bnp Paribas Real Estate Investment Management Italy.
Si chiude così l’ultima parte di un’operazione finanziaria avviata durante l’Amministrazione Moratti, quando il patrimonio comunale venne trasferito a due veicoli costituiti con l’obiettivo prevalente di valorizzare e vendere gli immobili. Complessivamente furono conferiti 141 beni, per un valore iniziale di 355 milioni di euro. “Riportiamo il patrimonio residuo nella piena disponibilità del Comune, poiché ritengo che possa produrre più valore attraverso una gestione pubblica, capace di coniugare sostenibilità economica e interesse collettivo”, spiega Conte. “Con il rientro dei beni – prosegue Conte – cambia radicalmente la prospettiva. Il patrimonio non verrà trattato come un pacchetto da vendere, ma verrà destinato a politiche pubbliche differenti, in funzione delle caratteristiche dei singoli immobili”.
Gli oltre 170 appartamenti contribuiranno a rafforzare il Piano Straordinario Casa del Comune di Milano, aumentando l’offerta di abitazioni destinate all’affitto accessibile. Nei quartieri Per gli altri immobili, già radicati nella vita dei quartieri, l’indirizzo è preservarne e rafforzarne la funzione pubblica. Tra questi beni figurano anche due luoghi storici, l’ex municipio di Crescenzago e l’edificio di via Franco Faccio ad Affori: manterranno la loro vocazione sociale e saranno valorizzati nel rispetto della loro funzione storica e delle richieste espresse dai Municipi e dal territorio. In entrambi gli immobili trovano già sede alcune realtà associative (Anpi, Legambiente, Corpo musicale e altre). A Crescenzago sarà sviluppato un percorso con il Municipio 2, le associazioni e i cittadini per costruire una nuova vocazione pubblica dello stabile.
I terreni Infine, i terreni agricoli, saranno valorizzati come patrimonio produttivo, ambientale e sociale, attraverso progetti capaci di sostenere l’agricoltura, la cura del territorio e il coinvolgimento di imprese, cooperative e realtà del terzo settore. I Fondi immobiliari Oggetto della delibera è una parte del patrimonio che, fra il 2007 e il 2010, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Letizia Moratti decise di valorizzare attraverso l’alienazione: complessivamente 141 asset, fra immobili di pregio, palazzi di edilizia residenziale pubblica, stabili commerciali, terreni e proprietà fuori Milano, per un valore complessivo di 355 milioni di euro. Come veicolo per la vendita (invece di aste pubbliche bandite dal Comune) vennero scelti due Fondi immobiliari, che acquistarono il portafoglio dal Comune con 203 milioni di euro cash e i restanti 152 milioni in quote societarie. Con l’operazione approvata in giunta, Palazzo Marino retrocede queste quote – che oggi valgono 41,6 milioni di euro – e riacquisisce a patrimonio i beni rimasti nel portafoglio dei Fondi.
“Con questa operazione – prosegue Conte – chiudiamo definitivamente una stagione iniziata quasi vent’anni fa. I fondi immobiliari appartengono a una fase nella quale il patrimonio pubblico veniva gestito prevalentemente attraverso strumenti finanziari pensati per la dismissione. Oggi quella stagione si conclude. Per quasi vent’anni questi immobili sono stati parte di uno strumento finanziario. Da oggi tornano a essere parte di un progetto di città. Passiamo dalla logica della dismissione indistinta a quella della valorizzazione pubblica bene per bene. Il patrimonio comunale non è un portafoglio finanziario: è uno degli strumenti con cui una città costruisce casa, lavoro, servizi e comunità. È questo il cambio di paradigma che chiude una stagione e ne apre un’altra”. Fra i beni del Comune venduti negli anni dai Fondi, figurano immobili di pregio come il palazzo di porta Romana 8 (venduto per 37 milioni di euro), di via Bagutta (26 milioni), di corso XXII Marzo 22, e ancora in via Mascagni, via Morigi, corso Como, via Scaldasole, via Anfiteatro, per 377 milioni di euro di vendite complessive.
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