Autovelox, la stretta del ministero: 10 impianti da spegnere a Milano e taglio netto in tutta Italia

Notizie in evidenza

Il panorama dei controlli di velocità sulle strade italiane cambia radicalmente. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del tanto atteso decreto del ministero dei Trasporti, sono entrate in vigore le nuove norme che regolano in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale le caratteristiche, l’omologazione e la taratura dei dispositivi di rilevamento.

Il risultato immediato è un drastico ridimensionamento dei dispositivi attivi: si passa da una “giungla” di oltre 10.000 apparecchi a soli 3.150 strumenti considerati regolarmente a norma. Tutti gli altri rischiano di scattare foto che non potranno più tradursi in sanzioni legittime.

La situazione a Milano: 10 dispositivi a rischio

Nel capoluogo lombardo, secondo le prime verifiche, sono 10 gli autovelox che non dispongono dei requisiti necessari stabiliti dalle nuove direttive ministeriali. L‘elenco ufficiale e nominativo non è ancora stato diffuso nel dettaglio dalle autorità comunali o dal ministero.

La notizia dei “10 dispositivi a rischio” è frutto di una prima ricognizione tecnica interna basata sui requisiti di omologazione richiesti dalla nuova legge.

Tuttavia, incrociando i criteri del decreto con la mappa storica dei controlli a Milano, è molto probabile che la mannaia colpisca i dispositivi posizionati sulle grandi arterie urbane di scorrimento e le postazioni storiche che hanno già subito ricorsi in passato. I principali indiziati sono:

  • Viale Fulvio Testi: Già finito nel mirino della Cassazione, che aveva dichiarato nulle le sanzioni proprio a causa della sola “approvazione amministrativa” senza la reale omologazione dell’apparecchio.

  • Via Palmanova, Viale Famagosta e Viale Enrico Fermi: Altre arterie ad altissimo flusso di multe, storicamente gestite con sistemi tecnici che potrebbero ora non superare i nuovi standard ministeriali.

  • Via dei Missaglia e Via della Chiesa Rossa: Tratti urbani periferici monitorati da tempo.

Il provvedimento interviene su una ferita già aperta per le casse comunali milanesi. Il Comune di Milano dovrà ora procedere a una mappatura definitiva.

Il nodo giuridico: approvazione contro omologazione

La vera svolta del decreto ministeriale consiste nel fare chiarezza definitiva su un vuoto normativo che durava da ben 34 anni e che aveva alimentato migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti.

  • I dispositivi fuori norma: Sono circa 850 gli autovelox a livello nazionale che dovranno affrontare test tecnici e tarature per ottenere l’omologazione e poter tornare in funzione.

  • La sanatoria per i più recenti: Il decreto prevede un meccanismo di omologazione automatica solo per gli apparecchi che hanno ricevuto l’approvazione tecnica dopo il giugno 2017.

  • Lo stop ai ricorsi: Definendo requisiti certi e uniformi, la nuova legge punta a eliminare la distinzione tra la semplice approvazione tecnica e l’omologazione formale, che finora ha visto i giudici di pace e la Cassazione dare sistematicamente ragione ai conducenti.

“Basta con gli autovelox fantasma, utilizzati spesso come una tassa occulta sui lavoratori e non per garantire la sicurezza stradale”, ha commentato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sottolineando l’importanza di restituire solidità giuridica agli accertamenti.

L’impatto economico sui Comuni

La riduzione dei dispositivi avrà un impatto significativo sui bilanci delle amministrazioni locali, che già nell’ultimo anno avevano registrato una flessione dell’8,9% nei proventi delle sanzioni da autovelox.

Secondo le elaborazioni del Codacons sui rendiconti comunali, le città che rischiano le contrazioni maggiori sono:

Città Incasso annuale da autovelox
Firenze 19,7 milioni di €
Bologna 9,2 milioni di €
Milano 6,9 milioni di €

Le associazioni dei consumatori, in prima linea da oltre un decennio in questa battaglia legale, festeggiano il provvedimento come una vittoria storica che rimette al centro il principio della trasparenza e della reale prevenzione degli incidenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.