Il tentativo di mantenere un canale di dialogo istituzionale al G7 di Evian si è infranto contro la consueta e sgradevole propensione di Donald Trump alla provocazione gratuita. Il legame tra Roma e Washington subisce una violenta battuta d’arresto a causa di alcune sgradevoli dichiarazioni rilasciate dal tycoon a La7, capaci di innescare un vero e proprio terremoto diplomatico tra Roma e Washington.
Se dopo il vertice in Francia la premier italiana aveva gettato acqua sul fuoco, spiegando come il rapporto fosse “immutato, non c’è stato tra noi neanche bisogno di parlare, non è che ci sono state tra noi recriminazioni o che abbiamo parlato di quello che è successo nelle ultime settimane”. Una linea di prudenza istituzionale spazzata via dall’incredibile affondo di Trump.
L’affondo di Trump e la durissima replica di Meloni
Durante un’intervista telefonica, Trump ha liquidato l’incontro con una ricostruzione decisamente pesante:
“Mi ha implorato di fare una foto! Voleva tantissimo uno scatto con me. Non avrei voluto farlo, ma mi è dispiaciuto per lei.”
Un’uscita talmente scomposta da costringere Meloni a una durissima e immediata replica tramite un video diffuso da Bruxelles, in cui traspare tutta l’indignazione per un comportamento inqualificabile:
“Certe cose meritano una risposta immediata: le dichiarazioni di Trump sono totalmente inventate. Sono francamente allibita, non so perché il presidente Usa si comporti così con gli alleati. Non è la prima volta che accade: posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’occidente, con i nemici degli Usa, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Una cosa se la deve ricordare: io e l’itala non imploriamo mai”.
Le conseguenze diplomatiche e la reazione sdegnata del governo
Le parole di Trump non sono rimaste senza conseguenze pratiche, avendo provocato una crisi diplomatica immediata. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha infatti deciso di annullare senza esitazione il suo viaggio a Miami, motivando la scelta proprio con “le gravi e offensive parole” del leader americano.
Da Palazzo Chigi è arrivato poi il durissimo atto d’accusa del sottosegretario alla Presidenza, Giovanbattista Fazzolari, che ha fotografato perfettamente l’isolamento internazionale in cui Trump sta trascinando i rapporti transatlantici:
“I deliri di Trump su Giorgia Meloni sono solo l’ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all’intero continente europeo, danneggiando non solo l’Europa ma soprattutto gli Stati Uniti”.
La solidarietà trasversale contro la prepotenza di Trump
Di fronte all’arroganza del tycoon, la maggioranza ha fatto compattamente quadrato. Maurizio Lupi (Nm) ha definito l’attacco “ingiustificato e inaccettabile”, mentre la ministra Elisabetta Casellati ha espresso totale disprezzo parlando di “una battuta sgangherata, vergognosa e neppure credibile”. Secondo il deputato Galeazzo Bignami, l’atteggiamento di Trump dimostra semplicemente che l’inquilino della Casa Bianca “soffre la leadership” della premier.
Il disappunto per la condotta di Trump ha unito, per una volta, anche le opposizioni:
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Carlo Calenda (Azione): Ha stroncato la figura del presidente statunitense definendolo senza mezzi termini “un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché”.
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Giuseppe Conte (M5S): Ha espresso forte sdegno, rimarcando come sia “del tutto inaccettabile che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali”.
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Matteo Renzi (IV): Ha rincarato la dose definendo le frasi “orripilanti, come sempre. Finalmente se ne è accorta anche la presidente Meloni”.
Le critiche della sinistra più radicale si sono invece concentrate sull’errore strategico della premier nel fidarsi del leader americano. Per Nicola Fratoianni, l’episodio “sarebbe il risultato delle sue scelte e della subalternità a Trump”, mentre Angelo Bonelli (Avs), pur chiedendo il passo indietro di Meloni, ha ribadito la necessità di “salvaguardare la dignità degli italiani” calpestata dalle parole del tycoon.
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