“Continueremo a portare quelle bandiere in difesa della verità storica. Basta arretrare. L’anno prossimo faremo invece un passo avanti e porteremo anche quelle degli altri Alleati, comprese quelle americane e inglesi. Non permetteremo di riscrivere la gloriosa storia della lotta al nazi-fascismo. Diciamo ‘no’ a un 25 aprile di una sinistra nazionalista e sovranista in favore di una celebrazione della Liberazione che sia internazionalista e abbracci tutti i popoli Alleati, nel nome della libertà”. Lo dichiara Davide Roma, direttore del Museo della Brigata Ebraica, che spiega: “In molti negli anni ci hanno chiesto di non portare le bandiere della Brigata, poi diventate quelle di Israele. La nostra risposta è sempre stata no. Perché il nostro obiettivo è tutelare la storia e onorare chi si è sacrificato per la libertà, non tradirne la memoria. Se cediamo sulle verità storiche le cose non potranno che peggiorare. Nei decenni scorsi si era già rinunciato alle bandiere americane e inglesi. Con quale risultato? Quest’anno sono state attaccate anche quelle dell’opposizione iraniana, oltre che quelle ucraine e georgiane. Per quieto vivere dovremmo smettere del tutto di onorare chi ci ha liberato? No, sarebbe un tradimento verso i caduti e una vittoria per i negazionisti della memoria della Resistenza. Gli storici dicono che ‘falsificare il passato è come uccidere i morti una seconda volta, e preparare la tomba per i vivi’. Questo 25 aprile ne abbiamo visto la prova generale. Perché come diceva Orwell: ‘Chi controlla il passato controlla il futuro’. E questa è esattamente la battaglia che stiamo affrontando contro chi, anno dopo anno, vorrebbe sbianchettare riga dopo riga la memoria di chi è stato ucciso per difendere la nostra libertà”.
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