Via Plinio 44: il cantiere fantasma che cancella i parcheggi per disabili
Un cantiere fermo da più di un anno e mezzo. Il Municipio 3 silente e neanche a conoscenza della proprietà di questo cantiere. Un problema che è nato in via Plinio, in corrispondenza del civico 44, e che ormai ha creato una vera e propria discarica a cielo aperto lungo la via.
Secondo alcuni residenti, questi lavori son ostati avviati da un privato, come hanno confermato alcuni esponenti del Municipio 3 milanese. Il grande problema è la totale inattività di questo cantiere, e il suo utilizzo come bidoni dell’immondizia. I residenti di viale Abruzzi e via Plinio avevano già tentato di denunciare al Comune e al Municipio questa situazione, che si associa anche al degrado derivato dal bar Caffè degli Artisti, situato a pochi passi dal cantiere abbandonato. Il problema è duplice, perché oltre all’abbandono del cantiere, quest’ultimo va ad occupare anche un parcheggio riservato ai disabili, totalmente coperto da rifiuti e da urina.
La vicenda è stata attenzionata da Andrea Parrino, portavoce del Comitato Noi di Municipio 3, che ha esposto un appello alle istituzioni. «È assurdo che da oltre un anno il Comune e il Municipio 3 – afferma Parrino – non abbiano attenzionato il problema e non siano nemmeno sicuri della proprietà di questo cantiere. A farne le spese sono soprattutto le persone con disabilità, che si vedono negare uno stallo che dovrebbe essere un loro sacrosanto diritto. Per questo ho denunciato la situazione alle istituzioni insieme a Fabiola Minoletti, presidente del Comitato Abruzzi Piccinni».
Una denuncia congiunta quindi, arrivata anche dalla storica attivista antigraffiti, che ha segnalato il problema alle istituzioni allegando diverse foto e video del cantiere. «Questo problema – dichiara Minoletti – sta creando un grande disagio in quella porzione di territorio che già sta vivendo un degrado umano e urbano a causa di una crescente malamovida che ha contribuito a portare a un aumento proprio in tale area di cantiere di bottiglie e bicchieri. Il Comitato Abruzzi-Piccinni – continua la presidente del Comitato Abruzzi Piccinni – si è attivato per dare un sostegno agli esercenti e ai residenti che proprio davanti ai loro immobili ed esercizi hanno tale situazione». Minoletti sottolinea inoltre la mancanza di attenzione istituzionale: «È veramente assurdo questo totale disinteresse e sembra impossibile che tale situazione non sia stata attenzionata dalla Polizia Locale di Milano e dal Municipio di zona. Ci auspichiamo una soluzione e una riqualificazione di tale area».
La vicepresidente del Coordinamento Comitati Milanesi segnala poi un ulteriore elemento che alimenta interrogativi tra i residenti. «Questo però non è il solo mistero di tale zona: anche la scomparsa delle otto telecamere AZTL posizionate nel 2008 dal Comune di Milano e rimosse senza alcuna comunicazione sono un altro enigma». Nel quartiere resta quindi aperto il nodo di un cantiere fermo, trasformato nel tempo in una piccola discarica a cielo aperto, mentre cittadini e commercianti chiedono chiarimenti sulla proprietà dell’area e tempi certi per la sua sistemazione.