Non solo un pranzo al ristorante ma un’intera giornata da turisti enogastronomici e non solo. È quello che consiglio questa settimana ai miei lettori milanesi che possono raggiungere la Valchiavenna in circa un’ora e mezza e “portarsi a casa” un carico di esperienze ricchissimo e variegato.

Ma come è d’uso voglio partire dalla gastronomia e, trattandosi di Valchiavenna, non si può che pranzare in un crotto (tipica grotta naturale che si è formata nell’antichità a causa delle frane ed è stata adibita dall’uomo come una cantina naturale per salumi e formaggi, venendo in seguito utilizzata come osteria e ritrovo)
Ne esistono molti e tutti offrono piatti e prodotti tipici valtellinesi, dai pizzoccheri, ai gnocchi, alla bresaola e brisaola (che si differenziano non solo nel nome ma anche nella lavorazione) ai dolci burrosi e profumati.

In centro a Chiavenna il Crotto Ubiali (www.crottoubiali.it) merita una sosta. Da pochi anni è stato ristrutturato con cura e mantiene al piano seminterrato l’ambiente caratteristico, con la cantina e la vendita di prodotti, mentre al piano superiore è diventato un accogliente ristorante, arredato con legno e materiali caldi, mixati con stile attuale, dove si possono gustare sia i piatti tradizionali preparati con materie prime della qualità migliore, che qualche rivisitazione che però non esce mai troppo dai “binari” per offrire l’esperienza più vera possibile.
Una pausa ideale fra la mattina e il pomeriggio dove, nel raggio di circa 10 minuti d’auto potrete organizzare la giornata fra varie esperienze:
Una visita alle iconiche Cascate dell’Acquafraggia, uno spettacolare sito naturale nei pressi di Piuro, tra i più celebri e fotografati della zona.

Palazzo Vertemate Franchi, splendido capolavoro rinascimentale a Prosto di Piuro, a soli due chilometri da Chiavenna sulla strada per St. Moritz. Costruito nella seconda metà del XVI secolo il palazzo è l’unico edificio del complesso ad essere sopravvissuto alla devastante frana del 1618, che seppellì il borgo insieme a molti dei suoi abitanti. Qui scoprirete una dimora perfettamente conservata con arredi, stüe, soffitti intarsiati e la magnificenza degli affreschi, belli da togliere il respiro.
Sempre in giornata si può incontrare Roberto Lucchinetti nel suo laboratorio artigianale di lavorazione della pietra ollare, l’unico rimasto dei tanti della tradizione del territorio. La pietra ollare (nota anche come steatite) è un simbolo dell’artigianato locale e del patrimonio alpino, diffusa in Valtellina e nelle Alpi e viene utilizzata per realizzare stufe, utensili da cucina, camini e sculture, grazie alla sua capacità di trattenere e rilasciare lentamente il calore.

Non fatevi mancare una passeggiata fra i vicoli di Chiavenna, cittadina alpina di epoca romana che è stata a lungo un importante centro di scambi e transito tra l’Italia e il Nord Europa. Palazzi eleganti, giardini, chiese e un circondario di vallate spettacolari, cascate e sentieri escursionistici.
Ma vogliamo dimenticare il patrimonio vinicolo di queste valli? La coltivazione della vite (quasi esclusivamente Nebbiolo chiamato anche Chiavennasca) qui si fa sui terrazzamenti e necessita del lavoro manuale. Questo lavoro eroico regala gioielli come il Valtellina Superiore DOCG, lo Sforzato e il Rosso Valtellinese. Una giornata in Valchiavenna non può escludere una visita ad una delle numerose cantine per un racconto e una degustazione. Portabandiera del comparto è sicuramente Mamete Prevostini (www.mameteprevostini.com) impresa familiare da tre generazioni che produce vini prestigiosi e raffinati, premiati da tutte le guide di settore.

Prima di rientrare è d’obbligo un passaggio per acquistare qualche delizia alla bottega della famiglia Del Curto a Piuro. Qui vengono prodotti nel piccolo laboratorio artigianale i Biscottini di Prosto con la ricetta originale e segreta, inoltre si trovano tante prelibatezze che arrivano da piccoli produttori locali (www.biscottinidiprosto.com) – www.valtellina.it

Giornalista professionista fin da giovanissima inizia scrivendo di moda, attualità e costume su Cosmopolitan e Capital. Dal 1997 al 2022 è redattore al Sole24Ore coltivando in parallelo la passione per le storie legate al food&wine.
Scrive per l’Associazione Professionale Cuochi Italiani, gira l’Italia con la troupe di Gustochannel e dal 2011 fino al maggio 2017 è stata Vicedirettore di Italia a Tavola.
Buona serata, vorrei dire,che a Chiavenna, si dice brisaola, e che i schiatt,sono Valtellinesi non della Valchiavenna, io abito a Sondrio e,conosco i piatti gastronomici,grazie mille.