Secondo la Treccani, l’amore è il desiderio di fare il bene di qualcuno e cercarne la compagnia. Definizione corretta, certo, ma nel 2026 ci sembra un po’ polverosa, no? Ridurre l’amore a una faccenda solo “tra umani” è come guardare il mondo in bianco e nero mentre fuori c’è l’arcobaleno.
Già Dante lo aveva capito secoli fa: l’Amore è l’energia che fa girare le stelle. Oggi, la scienza gli dà ragione, confermando che quel calore che sentiamo nel petto non è un’esclusiva nostra, ma un linguaggio universale che unisce ogni essere vivente.
🧬 Non è solo istinto, è chimica!
Oggi sappiamo che l’ossitocina (l’ormone delle coccole) non parla solo italiano o inglese, ma parla “animalese”.
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Il Gatto Opportunista: Sì, il mio gatto è un attore da Oscar quando punta alla scatoletta di pollo.
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La Segugia Innamorata: La mia Pallina che perde la testa per un randagio spettinato ci insegna che il colpo di fulmine non guarda il pedigree.
Ma oltre alle fusa e ai batticuore, c’è di più. Esiste un amore puro: elefanti che piangono i compagni, cani che adottano gattini, animali che rischiano la pelle per salvarsi a vicenda. Questo non è “istinto di sopravvivenza”, è empatia pura.
💔 Il paradosso: evoluti o crudeli?
È strano: nel 2026 progettiamo città green e intelligenze artificiali incredibili, eppure in alcuni angoli di mondo resistono ancora “feste” barbare dove si maltrattano gli animali in nome della tradizione.
In quei momenti, la nostra pretesa superiorità vacilla. Quando vediamo qualcuno divertirsi davanti al dolore di un toro, capiamo che la vera “miseria” non è economica, ma spirituale. La natura ogni tanto si ribella, e fa bene: è il suo modo di ricordarci che ogni vita ha la stessa dignità.

Geometra per lavoro.
Fotografo per passione.
Rubrica “Zampe di Velluto” per amore.