Quante Kataleya potrebbero esserci a Milano?

Degrado Milano

Il caso della bimba Peruviana sparita a Firenze in giugno ha destato e desta una grande partecipazione emotiva. Ed è umano soffrire con la famiglia (qualsiasi cosa abbiano fatto in passato). Una riflessione, però, va fatta sul contesto in cui il rapimento è avvenuto: un ex hotel occupato che nessuno si è degnato di sgombrare. Condivide con noi la propria riflessione Franco Vassallo, Responsabile per le politiche abitative e decentramento del coordinamento cittadino di Milano di NOI MODERATI.

“Da Piazza Stuparich, con gli spazi occupati dal Cantiere, all’Hotel di San Donato che l’amministrazione comunale ha chiesto di sgombrare, il problema delle occupazioni è presente anche da noi. Sotto vari aspetti, naturalmente, e nessuno perfettamente sovrapponibile al caso di Firenze, con interi racket organizzati sulla pelle dei disperati. Però alcuni elementi possiamo individuarli e metterli al centro di una riflessione:

1. In questo paese la proprietà privata dei cittadini onesti non la protegge nessuno. Anzi, è vista, con atteggiamento moralisteggiante, quasi come una colpa. Il costruttore che rivuole il bene che ha comprato, ad esempio, è percepito come uno sfruttatore che vuole “buttare in strada” i poveracci che nel bene hanno trovato rifugio.
2. A causa di questa percezione distorta non si accetta il banale principio che quelle situazioni di degrado generano sempre illegalità diffusa. Lo dimostra il caso del condominio di via Cavazzali, così come numerosi altri casi. Con il degrado aumenta il numero di occupanti e diminuisce la sicurezza attorno, portando alla fuga dei residenti e alla creazione di ghetti.
3. Prima o poi succede il fattaccio. E qualche povero innocente (vedasi gli scontri in via Padova nel 2009) deve fare una brutta fine perché le autorità finalmente si muovano.

Questi elementi sono tutti collegati dalla falsa speranza che il finale possa essere diverso. Ma non lo è mai. Ci vuole una gestione virtuosa di questi problemi, che avrebbe a sua volta tre presupposti:

1. Difesa della proprietà privata e rigetto del degrado come fase “fisiologica” della lotta di classe urbana. Il degrado non è mai fisiologico, la lotta di classe è una fesseria per causa della quale soffrono solo i poveri ed entrambi i fenomeni non dovrebbero trovare posto in una società civile.
2. Velocità di sgombero: idealmente prima che arrivi il primo bambino, ma la presenza di minori non può e non deve portare al blocco delle procedure. I bambini, eventualmente, vanno distaccati presso strutture adeguate. I genitori non dovrebbero acquisire diritti speciali di priorità per avere una casa dall’occupazione di immobili. Anzi.
3. Questo porterebbe alla risoluzione PRIMA, direi AL POSTO, del fattaccio.

Non si tratta di soluzioni rivoluzionarie per le quali mi aspetti un applauso, ma in questo paese è diventato difficile persino difendere il buon senso. Ed è questo che ci dovrebbe spaventare più di qualsiasi altro fenomeno”

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