Simone Feder “Ascoltiamo i giovani. Loro per primi ci insegnano l’accoglienza con proposte”

Milano Società

Nella gara sfrenata dei politici per dare una proiezione del futuro ai giovani, si dimostra spesso di usare linguaggi lontani anni luce da una realtà di un mondo disilluso, problematico, con un disagio profondo. Non vorrei elencare la pandemia, la DAD, i problemi di sopravvivenza delle famiglie e lo sbocco nella criminalità e nella droga, ma chi li ascolta, chi li prende per mano, ogni giorno, nelle ore vuote, nei rapporti interpersonali?  L’esperienza di Simone Feder, psicologo e volontario al Bosco di Rogoredo, tristemente noto per essere sede di spaccio della droga, illumina con semplici osservazioni la ricerca della “voce” di tanti giovani.

“Ci sono giovanissimi che arrivano da soli ai nostri centri di ascolto e ragazzi che ci portano pure i loro compagni. Il loro bisogno? Trovare un contesto di accoglienza dove il giudizio non sia di casa e dove poter trovare proposte alternative accattivanti per loro sostenibili. Tutto qui!

È tempo di scuotere le coscienze dei genitori, degli adulti di riferimento, delle nostre classi dirigenziali, dei nostri cari politici e di noi tutti. Come società non possiamo non avere proposte e riposte alternative da fornire ai nostri giovani in ricerca. Alzare le mani davanti a questo torrente di sofferenza equivale a mettere le basi per un’alluvione che ci travolgerà a breve. È necessario costruire argini, dighe e percorsi diversi per incanalare l’energia dirompente di questi ragazzi.

C’è una forza giovanile che dimostra, se ben accompagnata, di essere in grado di darci delle risposte più vere e credibili. C’è un interessamento sano e concreto di molti giovani verso il malessere dei loro amici, ragazzi in ricerca che hanno un desiderio puro e sincero di cambiare il mondo, dargli nuovi confini e nuove direzioni per renderlo migliore. Loro per primi ci insegnano cambiamenti di intervento e risposte di accoglienza incredibili.”

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