Sala “Io indipendente, io solo ho le capacità di governare Milano”

Milano

Sala parla e mi fa paura. Per un autoritarismo che non è autorevolezza, con una sicurezza che diventa protervia, con la bocca piena di un “io” che è egocentrismo, logica autoreferenziale, mancanza di autocritica. Ogni dichiarazione equivale ad un porsi al centro dell’attenzione, senza un dibattito, estraendo dal suo pensiero “la verità”.

Questa l’impressione del comune cittadino che ha necessità di un briciolo di umanità e non di chi si autodefinisce il migliore. In sintesi: bugiardo, offensivo, presuntuoso “Milano sempre più Milano. Orgogliosi della nostra città, continuiamo a cambiarla insieme”, è lo slogan scelto da Sala per la campagna elettorale. “In questo slogan c’è anche la volontà di urlare che Milano non è depressa, abbandonata, per nulla attrattiva come la descrivono i nostri avversari. E’ una città che ha pagato le conseguenze del Covid, ma le voci del centrodestra mi sembrano voci del passato, cronache di viaggiatori del tempo, mi sembrano un guardare indietro e invece noi vogliamo guardare avanti” L’ennesimo slogan coniato, il solito urlo alla luna, la solita miopia, il solito squallore di visione. Ma quell’insieme (insieme a chi? I milanesi non sono mai stati interpellati)  invocato, il plurale maiestatis usato fa presupporre una unità di intenti  che non c’è nel baraccone che ha costruito per sostenerlo. Ma ecco il paradosso “Milano non ha bisogno di governanti che rispondano a qualche potentato, che siano scelti da altri e che non possano garantire, come posso garantire io, una totale indipendenza. L’ho dimostrato in questi anni, non ho tessere di partiti, ma sono leale, indipendente e continuerò ad esserlo. E’ più importante a Milano che altrove. Le mie caratteristiche si basano su capacità, incorruttibilità e indipendenza. Con questi dati ci proponiamo a Milano”.

Mettendo i puntini sulle “i”:  prima che la “potente” Moratti lo chiamasse, chi era? Si è schierato con il PD sulla scia di Pisapia, alzando il pugno, ha tollerato e coccolato i Centri Sociali perché sono un “potentato” per i rossi, la sua “indipendenza” ha poi azzerato la volontà anche della sua Giunta, ha ignorato l’opposizione, ha raccontato da cantastorie in post dedicati un immaginario spesso ridicolo e inattuabile, ha demandato a MM una manutenzione che lo rende il migliore dei Ponzio Pilato in circolazione. A casa mia questa indipendenza si chiama opportunismo. E ora è Verde e una tessera la possiede, alla faccia del PD.

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