Città Studi: il Villaggio del Sarto ritornerà al suo antico splendore

Milano

Un quartiere storico di Milano, il Villaggio del Sarto, bell’esempio del liberty milanese, destinato all’epoca ai docenti universitari ma che poi visse alterne vicende, finendo nel degrado con l’occupazione del Lambretta, presto ritroverà il suo antico splendore, come spiega l’articolo di Michele Larotonda  per Milano Città Stato.

“Lo stile liberty nasce da quella che è conosciuta più comunemente come Art Nouveau, movimento artistico e filosofico tra la fine dell’ottocento e il primo decennio del novecento, in piena Belle Epoque.

Un movimento che influenzò anche l’architettura europea e anche l’Italia si distinse in questo nuovo stile che il giornalista torinese Enrico Thovez definì come “fedelmente naturalistico e nella sostanza nettamente decorativo”. Uno stile che si ritrova in particolare in un quartiere di Milano.

# Lo stile liberty in Italia

Fu durante l’Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna agli inizi del nuovo secolo che si cominciò a parlare dello stile liberty, annunciandolo come un nuovo rinascimento dell’architettura.
Il liberty traeva ispirazione dallo stile di età vittoriana, dal Rococò aggiungendo e modernizzando gli elementi presenti in natura.

Non era infatti cosa scontata trovare nelle nuove costruzioni decorazioni marmoree di alghe, fili d’erba o insetti e nonostante la loro semplicità fu vista e salutata dai critici come una vera e propria rivoluzione nel mondo del design.

Una rivoluzione che nei primi del novecento raggiunse il massimo splendore lasciando ai posteri costruzioni che ancora oggi riusciamo ad ammirare in diverse città italiane.

Il liberty a Milano

Credit: @theworldartnouveau – casa Campanini

Qui a Milano ci sono diversi palazzi in questo stile:
 Palazzo Società Reale Mutua Assicurazioni (Ex Hotel Trianon)
 Casa Donzelli
 Palazzo Castiglioni
 Casa Campanini
 Casa Ferrario
 Palazzina Liberty

# Il Villaggio del Sarto

Credit: blog.urbanfile.org

E’ notizia di pochi giorni fa: il Villaggio del Sarto ritornerà al suo splendore originale. Il villaggio del sarto è una zona di Città Studi.

Durante il ventennio fascista l’architetto Giovanni Broglio firmò un progetto che prevedeva la costruzione di alcune villette in stile liberty che dovevano sorgere in viale Gran Sasso, via Vanvitelli e via Andrea del Sarto.

Nelle prime due zone sono rimaste purtroppo solo pochi passaggi di questo progetto così ambizioso per l’epoca.

Per quanto riguarda il lotto di Andrea del Sarto invece, ci sono delle villette che, nonostante le varie vicende, hanno mantenuto il loro fascino e per buona parte la loro struttura originale.

Il progetto prevedeva la costruzione di queste villette da destinare al corpo docenti dell’università che in quegli anni si stava, a mano a mano, espandendo. Poi vissero un primo periodo di abbandono dato che la vicina piazza Ferravilla era diventata una zona dove lo spaccio era all’ordine del giorno.

Vennero usate come uffici pubblici e infine il collettivo Lambretta occupò abusivamente i diversi spazi, a quel punto il degrado e l’abbandono totale fu inevitabile e ricordo che anch’io in quegli anni, passando da quelle parti, mi chiedevo spesso come fossero dentro, chi ci abitava e che fine avrebbero fatto.

 La ristrutturazione è ormai ultimata

 Finalmente arriva la notizia che i lavori di ristrutturazione sono quasi ultimati, che manca solo una villetta da sistemare e il Villaggio del Sarto tornerà a essere, di certo una zona residenziale di lusso, ma soprattutto un patrimonio immobiliare di enorme importanza storica.

La Sovraintendenza ha permesso di modificare qualche vetrata, ma tutto sommato, le villette manterranno le facciate originali decorate con motivi floreali e anche i finestroni e gli oblò resteranno identici al progetto di Broglio.

Da alcune notizie circolate, pare che per acquistare una di queste villette si parte da una spesa minima di un milione e mezzo che di questi tempi non è di certo una cifra abbordabile, ma al di là del discorso economico, non va sottovalutato il salto di qualità e il rinnovato decoro urbanistico di questo quartiere.”

Michele Larotonda (Milano Città Stato)

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