Sala aumenta le spese nelle case popolari in piena pandemia

Milano

MM batte cassa. Di nuovo. E pure in ritardo. Cominciamo dall’inizio, quest’anno si è aperto nelle case popolari del Comune, gestite da MM, con una richiesta di soldi. Soldi risalenti, in alcuni casi al 2004, più volte contestati e di cui non è mai stata fornita prova dell’esistenza e non prescrizione. Un mese dopo arrivano due documenti, un preventivo di gestione e i primi bollettini dell’anno.

Partiamo da questi. I primi scadono il 16 febbraio. I secondi il 26, ma alcuni riferiscono che ne sono arrivati alcuni che scadono altrettanto il 16 febbraio. Questa è la tanto decantata efficienza di MM. Per carità, è vero che sono soldi dovuti, che molti li pagano da decenni. E quindi non si tratta certo di un agguato. Come è noto e risaputo che un ritardo di qualche giorno non comporta ritorsioni severe. Però resta il principio: sei in ritardo sulle spedizioni? E spostalo di qualche giorno il termine. Non si può vivere così, pensano in molti, con le scadenze a 24 ore. Persino lo yogurt dura di più.

Ma non ci fermiamo qui, il brutto deve ancora venire. Nel preventivo delle spese e nella lettura dei bollettini arriva la sorpresa: aumenti anche quest’anno. Questa condizione non è chiaro se riguardi l’intera città, le notizie qui vengono specificamente da via Rizzoli, civici dal 73 all’87. Se avete segnalazioni di aumenti anche nella vostra zona fatecele avere (redazione@milanopost.info). L’entità media è di 20/30 euro al mese. Aumentano le spese di ascensore, riscaldamento e generali. Le ultime due sono le voci più dure da digerire qui.

LE spese generali non si sa cosa siano e quando si conoscono, non c’è modo di verificarle. Bisogna fare un grande atto di fede. Fede in una società, MM, nota per avere grossi problemi di comunicazione e per avere una contabilità riguardante passate gestioni (quindi non propria, ma ereditata) non precisamente cristallina. Capite che un atto di fiducia è difficile. Per non dire impossibile.

Le spese per il riscaldamento sanno tanto di presa in giro. Qui il riscaldamento va 24 ore su 24 perché, se si ferma, nessuno garantisce ripartirà mai. La sostituzione della caldaia è programmata tra qualche anno. Con calma. Intanto si chiedono maggiori soldi. Quando i primi a voler risparmiare sulle ore inutili di termosifone sarebbero gli stessi inquilini, che vorrebbero evitare di dormire con le finestre aperte. Non è detto ci sia un nesso causale tra le due cose, ma la coincidenza non brucia meno per questo.

E poi c’è la conclusione a tutto il discorso. Qui non vive gente ricca. 240 euro all’anno pesano. Soprattutto perché quei 20 euro sono una spesa settimanale per il figlio disoccupato, la figlia divorziata, il nipote a cui manca il corredo scolastico. Non sono gratta e vinci risparmiati. È vita sottratta. La domanda rimane: non si poteva fare un intervento in meno di urbanistica tattica ed uno sconto ai meno abbienti sul costo del riscaldamento?

1 thought on “Sala aumenta le spese nelle case popolari in piena pandemia

  1. Gli inquilini, delle case gestiti da m.m. casa si augurano che alle prossime elezioni comunali, mandano a casa il sindaco Sala, e’ la sua giunta comunale!!! E ‘ ovviamente via la m.m. casa.

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