La Milano del coprifuoco: desolazione e degrado

Milano

Sopravvive lo spaccio nelle ore serali, a luci spente, in una metropoli già svuotata

 

Dopo le 22 a Milano come in tutta Italia scatta il coprifuoco. Le strade e i marciapiedi si svuotano, rimangono aperti solo i locali che effettuano la consegna a domicilio e i riders che sfrecciano a bordo di biciclette. Un quadro di desolazione impressionante, che si scontra con quello che rappresentava la città più caotica d’Italia.

 

Nelle prime ore serali, era il tempo dell’happy hour, dell’aperitivo, si andava al cinema, a teatro. Semplicemente si usciva per una passeggiata.

Oggi chi esce dai luoghi di lavoro si dirige immediatamente a casa, tendenzialmente per mezzo delle auto private. Tram e bus di superficie si svuotano e circolano quasi vuoti.

 

Pur essendo un periodo di saldi, i negozi si svuotano rapidamente già dalle 18.30. Solo nei pressi dei supermercati si può notare un po’ di gente. Si esce per necessità e non diletto. Qualcuno passeggia con il proprio cane vicino ai parchi. Le panchine sono quasi tutte sgombre.

 

Purtroppo nel quartiere Corvetto lo spaccio magrebino continua ad esserci. Solitamente i pusher si riuniscono all’esterno del minimarket etnico di Via Martini, bevendo qualcosa. Più avanti avvengono gli scambi delle sostanze con i clienti, tra le panchine dell’area verde.

 

Ma anche sui Navigli, luogo simbolo della movida milanese, permangono i malsani vizi. Il quartiere si svuota alle 21.00 e quando le luci si spengono comincia il vero degrado, come testimoniato da alcuni residenti.

 

Andrea Curcio

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