I ciclisti? Una classe coccolata, che si sente autorizzata a dire “Qui comando io!”

Milano

Ora che le piste ciclabili siano regine nel mondo di Sala, penso che sia chiaro per tutti. Ma, non so per quale proprietà transitiva, i ciclisti abbiano assunto un birignao elitario ingiustificato e spesso ridicolo. Ma così è e le prerogative che l’amministrazione geniale ha loro attribuite, ha rinforzato le loro convinzioni di intoccabili.

Scrive una lettrice al Corriere “Anche oggi ho rischiato di essere travolta da un ciclista che pedalava sul marciapiede e che ha reagito male al mio rimprovero. Il 18 settembre il mio compagno è stato buttato a terra da una ragazza che pedalava sul marciapiede e da quel giorno ha problemi seri all’anca e al piede sinistro. Poiché tutti i ciclisti che sfrecciano sui marciapiedi reagiscono male ai miei rimproveri, come se fossi una pazza brontolona, mi viene il sospetto che il sindaco Sala abbia emesso un’ordinanza che autorizza i ciclisti a fare quel che gli pare, senza nessun riguardo per i pedoni.” Esperienze vissute che non compaiono negli elenchi ufficiali degli incidenti, passano inosservati e la sicumera dei ciclisti aumenta. No Sala non ha fatto ordinanze ad hoc, ma il trio Sala, Granelli, Maran ha una voce sola nell’invitare, con incentivi e moltiplicazione di piste, i milanesi ad andare in bici, avvallando anche comportamenti incivili. I pedoni soccombono e protestano per una viabilità che li considera di serie B, ma l’ecologia comunale soffocherà l’autodeterminazione di molti a muoversi come desiderano. Regole per i ciclisti? Evviva l’anarchia.

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