Il fango di Sala e Majorino sulla sanità lombarda continua. Gelmini (F.I) “Ha inizio la campagna elettorale?”

Milano

Beppe Sala sceglie Repubblica per demolire la Giunta Fontana e la Sanità lombarda  «Da cittadino lombardo dico che è tempo di ripensare la gestione della sanità. La gestione dell’emergenza sanitaria ha infatti evidenziato le difficoltà della sanità. Da ultimo con la vicenda dei vaccini antinfluenzali….Non vedo alcun pensiero strategico in proposito venire fuori dalla giunta. Con il Pd lombardo invece stiamo lavorando ad una prima bozza di lavoro, sarà poi fondamentale che si faccia un’accurata lettura dei “bisogni” direttamente con i cittadini e nei vari territori»  Un pensiero che strumentalmente è presente in una sinistra rancorosa politicamente.

Alle malignità risponde Mariastella Gelmini (F.I) “Trovo singolare che il sindaco di Milano si unisca alla sarabanda messa in campo dal Partito democratico contro la Regione, nel momento in cui, da fonti autorevolissime, si chiede la massima unità per affrontare e sconfiggere la pandemia. Evidentemente Sala ha deciso di candidarsi al bis come sindaco ma non ha il coraggio di dirlo, altrimenti parlerebbe come rappresentante di tutti i milanesi (e dei cittadini dell’area metropolitana) invece che da attivista del Pd. Tra le proposte di Sala spicca un nuovo carrozzone: l’Agenzia per il governo della sanità. In realtà Regione Lombardia, molto spesso, ha dovuto sopperire alla macroscopica inefficienza del governo. D’altra parte lo spirito guerrigliero del Pd ha lasciato il segno nelle critiche vergognose contro l’ospedale in Fiera realizzato grazie alle risorse messe in campo dai privati: oggi questa struttura è indispensabile per salvare vite umane.

Sul rapporto con la sanità privata, sicuramente si può fare meglio. Anche se molte iniziative (vedi il reparto voluto dai Ferragnez) sono state provvidenziali. Ma c’e’ l’atteggiamento pregiudiziale del Pd che certo non aiuta. Sala farebbe bene a convincere i suoi compagni di strada che le strutture private sono indispensabili, sia nell’assistenza che nella ricerca, in un sistema plurale ed efficiente. Anche il sindacato vicino a Sala, la Cgil, convocando uno sciopero del pubblico impiego non sembra aver compreso la situazione del Paese, perché a pagare saranno ancora una volta i cittadini”.

Rincara Gianluca Comazzi “Chi punta il dito dovrebbe anche riflettere sui tanti errori fatti, da #milanononsiferma all’affollamento dei mezzi pubblici; per non parlare del dietrofront su Area B, Area C e sui parcheggi a pagamento, effettuato dopo una lunga battaglia di Forza Italia. Se questo è il primo atto della campagna elettorale di Sala, la sua corsa parte malissimo”.

Non poteva mancare Pierluigi Majorino che dall’alto delle sue prerogative riassume “La replica dell’onorevole Gelmini a Beppe Sala (colpevole di aver detto oggi, attraverso un’intervista su La Repubblica, quello che tutti pensano, e cioè che la Sanità lombarda è da rifare e riorganizzare) è emblematica. I rappresentanti della destra lombarda sembrano gli ultimi giapponesi che combattono a guerra finita, ergendosi a difensori di un modello sanitario, quello lombardo, che ha fallito”. 

Da cittadino lombardo mi sento offeso dal qualunquismo maligno di Majorino

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